Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe

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Sogno di un paese dove parole come cultura, leggi, rispetto, uguaglianza, civiltà, umanità e pietà non siano soltanto delle belle ma purtroppo inutili parole ma rappresentino invece le basi di un popolo che ha fatto di quel sogno, di quello stupendo sogno che si chiama Costituzione Italiana, le sue fondamenta.

"C'è un equivoco di fondo. Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose, se non viene giudicato colpevole dalla magistratura, è un uomo onesto. No! La magistratura può fare solo accertamenti di carattere giudiziale. Le istituzioni hanno il dovere di estromettere gli uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali". Paolo Borsellino da "Lezione sulla mafia" del 1989

"Il nostro è un Paese senza memoria e senza verità"
Pier Paolo Pasolini

lunedì 30 aprile 2012

Cesare Romiti: "Montezemolo? Bugiardo come Berlusconi" (Che tempo che fa)


da Il Fatto Quotidiano, 30 aprile 2012



“Mi auguro vivamente per il Paese, per l’opinione pubblica, per il benessere di quelli che sono oggi i miei nipoti e che saranno i figli dei miei nipoti, che Luca Cordero diMontezemolo non faccia politica”. Sono le parole di Cesare Romiti, ex Amministratore Delegato della Fiat di Giovanni Agnelli, durante il programma “Che tempo che fa“, su Rai Tre. “Non c’è mica molta differenza tra Montezemolo e Berlusconi“, aggiunge, “uno ha i capelli, l’altro non li ha”. Romiti racconta anche un aneddoto riportato nel suo ultimo libro, “La storia segreta del capitalismo italiano”. Era a casa della cantante di Caterina Caselli e Bettino Craxi gli chiese: “Senta Romiti, lei mi deve dire una cosa: ma tra questi due chi è il più bugiardo? Perché che siano bugiardi si sa, ma lei che li conosce meglio di me forse può aiutarmi a risolvere il dubbio”. La risposta di Romiti fu lapidaria: “Concordo con lei che sono due grandi bugiardi, ma se proviamo a tirare una moneta in aria, sono sicuro che cadendo rimarrebbe dritta”

30 aprile 2012

sabato 21 aprile 2012

Per non dimenticare da dove veniamo...«Italia ha pagato più della Grecia» I dati che Berlusconi ha nascosto

da L'Unità, 21 aprile 2012


I grafici hanno questo: raccontano la realtà in maniera piuttosto brutale. Specie se questa realtà, nel tempo, è stata edulcorata, piegata, infine stravolta. Specie se questa realtà riguarda tutti noi. Il nostro Paese, le sue casse e la vita dei suoi cittadini. Lo pubblica l'Economist, e dice (brutalmente, appunto) che il paese che dal 2008 ha pagato più di tutti la crisi è l'Italia. Più della Grecia. Più dell'Irlanda e della Spagna. Ed eccola la fotografia scattata dalla rivista inglese. 

crisi economist



































Ora, giusto per ricordarci da dove veniamo, chi per anni ha sostenuto l'esatto contrario di quello che i dati dicono, ecco un breve video. A futura memoria. 




venerdì 20 aprile 2012

Gesù replica a Formigoni


di Silvio Di Giorgio | 19 aprile 2012, da Il Fatto Quotidiano
Gentile Direttore,
Non è mia abitudine replicare tramite la stampa, ma la frase del Presidente Formigoni (“Anche Gesù ha sbagliato a scegliersi uno dei collaboratori, non pensiamo di essere impeccabili”) impone uno strappo alla regola.
Ero in camerino, mancavano pochi minuti alla mia apparizione ad una carmelitana messicana, quando sul mio profilo Twitter è apparso quel messaggio. Non me la sentivo più di andare in scena: ero così seccato che al mio posto ho mandato Padre Pio.
Ho già i miei bei problemi a tenere a bada quel tizio dalle scarpe rosse che dice di parlare in mio nome nonostante non abbia letto neanche un bignami del Vangelo: non mi servono altre seccature.
Chiariamo subito. Giuda è stato volutamente scelto, non si è trattato di un errore. La sceneggiatura prevedeva che qualcuno mi tradisse e poiché all’epoca non c’era un De Gregorio o un Mastella a portata di mano abbiamo indetto una durissima selezione vinta meritatamente da Giuda. Parlare di errore equivale a non riconoscere la professionalità di un traditore serio e preparato.
Per ascendere al Padre ho sborsato tutto di tasca mia, nessun finanziatore generoso, mentre la provenienza dei biglietti dei viaggi aerei di Formigoni è ancora da verificare. Per non parlare di quelli via mare: io in super economy a piedi, lui in yacht super accessoriati.
E la coerenza? Formigoni ha parlato di tagli e di sacrifici in mezzo a barche di lusso. Quando io invitavo a porgere l’altra guancia non lo facevo mica mentre prendevo a calci in culo Caifa!
Che dire poi dell’abbigliamento? Se mi fossi vestito come lui mi avrebbero crocifisso molto prima. Le sue camicie non le avrei usate nemmeno come sudario. Questione di stile.
Spero che questa lettera abbia chiarito una volta per tutte l’inopportunità del riferimento alla mia persona. Approfitto della presente per prendere le distanze dall’Opus Dei.
Cordiali Saluti
                                                                                                                                                                                                       Gesù “Cristo” da Nazareth

venerdì 6 aprile 2012

Bossi, l'ultima astuzia del ''terrone padano''.

 tratto da Repubblica.it

5 aprile 2012

Il commento di Francesco Merlo sull'affaire Lega: "La sua è la storia di un terrone capovolto. Faceva finta di essere un duro e puro ma non era abbastanza vecchio da non accorgersi che il figlio viveva come un gagà di Gemonio"


-------> LA FOTOGRAFIA di F.Merlo <-----



giovedì 5 aprile 2012

Quando il talk non lascia il segno..."per creare consenso"


di Loris Mazzetti, da Il Fatto Quotidiano del 4 aprile 2012

   Su B. si può dire tutto ma che non capisca di tv, no. Sua Emittenza è sicuramente uno dei più profondi conoscitori – se non addirittura il numero uno – del linguaggio e dell’uso della tv per creare consenso. L’ordine di mettere sottosopra il servizio pubblico (eliminando Santoro, Saviano e Dandini) aveva più di un obiettivo: il primo quello di non avere in onda voci sgradite e non allineate al pensiero unico, il secondo di impedire all’approfondimento informativo di creare opinione pubblica. Eliminando Vieni via con me e soprattutto Annozero, B. ha fatto tombola. 

Nella tv italiana non c’è una sola trasmissione che riesca a creare dibattito, che faccia discutere i giornali e i cittadini nei bar il giorno dopo. Michele Santoro con Servizio pubblico, distribuito su piattaforma multimediale, ha raggiunto, nonostante la concorrenza delle tv generaliste, un buonissimo risultato (l’ultima puntata ha totalizzato il 6,28% di share con 1.558.000 telespettatori), ma per l’opinione pubblica questo Santoro è “invisibile”, parla a un target che ha già idee precise senza sollevare quel dibattito critico che Annozero, con i suoi 5 milioni di telespettatori, riusciva a creare. È inspiegabile come l’ultima puntata dedicata alla riforma del lavoro non abbia prodotto un pubblico dibattito. Se è “invisibile” Santoro figuriamoci gli altri programmi di approfondimento in particolare quelli che vanno in onda sulle tv emergenti. L’unico che ha una certa visibilità per l’ascolto è Otto e mezzo di Lilli Gruber che ha una media del 5-6% di share. Lo stesso Mentana dopo il 4% del suo speciale con Roberto Saviano ha desistito, sicuramente non per mancanza di argomenti. Ballarò merita un discorso a parte. Giovanni Floris è professionalmente ineccepibile, la trasmissione molto gradita, sempre sopra al 15% di share, ma i commenti del giorno dopo riguardano la satira di Crozza irriverente verso il politico di turno. Anno-zero affrontava temi che gli altri spesso sorvolavano (i bombardamenti israeliani a Gaza; Dell’Utri e la mafia; le intercettazioni telefoniche di B. con Saccà, ecc.), creava polemiche, i partiti si confrontavano, produceva opinione pubblica capace di influenzare la decisione della politica. 

Questo è il danno vero (oltre alla perdita di pubblicità e al tracollo degli ascolti di Rai2), creato da chi, operando contro il ruolo della Rai di servizio pubblico, ha fatto il possibile perché Santoro se ne andasse. Non ci crede nessuno alla versione di comodo che lui era d’accordo a uscire, non c’erano più le condizioni perché rimanesse. La conseguenza è di aver tolto al Paese uno strumento di democrazia.

martedì 3 aprile 2012

Saviano: ''Lega e 'ndrangheta, oggi cade il velo''

3 aprile 2012


articolo tratto da Repubblica.it


Nel novembre del 2010, lo scrittore parlò in tv dei rapporti tra la mafia calabrese e il Carroccio a Vieni via con me. La sollevazione del movimento fu compatta, l'allora ministro Maroni pretese una replica nello stesso programma. Le inchieste di oggi dimostrano che via Bellerio non è immune da contaminazione e che è il nord a cercare i soldi delle 'ndrine. Il commento di Roberto Saviano. Conduce Laura Pertici


QUESTO IL LINK DELL'INTERVENTO DI SAVIANO: 

http://video.repubblica.it/politica/saviano-lega-e-ndrangheta-oggi-cade-il-velo/91891/90284