Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe

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Sogno di un paese dove parole come cultura, leggi, rispetto, uguaglianza, civiltà, umanità e pietà non siano soltanto delle belle ma purtroppo inutili parole ma rappresentino invece le basi di un popolo che ha fatto di quel sogno, di quello stupendo sogno che si chiama Costituzione Italiana, le sue fondamenta.

"C'è un equivoco di fondo. Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose, se non viene giudicato colpevole dalla magistratura, è un uomo onesto. No! La magistratura può fare solo accertamenti di carattere giudiziale. Le istituzioni hanno il dovere di estromettere gli uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali". Paolo Borsellino da "Lezione sulla mafia" del 1989

"Il nostro è un Paese senza memoria e senza verità"
Pier Paolo Pasolini

domenica 15 gennaio 2012

Bossi, Maroni e la Cassa

14 gennaio 2012

articolo di Elio Veltri, tratto da Democrazia e Legalità

Il dictat di Bossi nei confronti del suo ex ministro dell’interno, dopo la fine del fascismo e dello stalinismo, non ha precendenti nei partiti italiani. Sia ben chiaro, non che altri segretari, nazionali, ma soprattutto regionali e provinciali, non abbiano giocato il ruolo dei gerarchetti, isolando fino all’emarginazione, chi aveva posizioni politiche diverse. Persino nel vecchio PSI, il partito più libertario e tollerante, in era staliniana chi dissentiva, veniva emarginato per ragioni ideologiche e politiche e costretto a fare autocritica. Il problema si è riproposto in era Craxi, con l’affermazione dell’omologazione e del pensiero unico, e chi scrive ne sa qualcosa. Ma, ordini ufficiali alle federazioni di impedire ai dissenzienti di partecipare a incontri pubblici non erano stati mai dati. Bene o male i partiti avevano organi dirigenti, di garanzia, più o meno indipendenti, tesorieri, e discutevano anche di politica. Per cambiare gli statuti era necessario convocare un congresso. Le liste elettorali per i comuni le facevano le federazioni, anche se da Roma potevano imporre candidati graditi. Con i partiti personali si è avuta la degenerazione e la mutazione genetica: politica poca o niente, progetti e programmi zero, merito, coerenza, competenza e storia personale ininfluenti. La fedeltà assoluta al capo è diventata fondamentale e massima aspirazione di dirigenti miracolati, servi e servili e facenti parte dei cosiddetti cerchi magici. Inoltre si è aggravato il familismo amorale con sistemazione dei figli, meglio se somari a scuola, mediocri e incapaci, dei parenti, delle mogli e delle amanti. Ma soprattutto si è badato al controllo della cassa sempre piena di soldi del finanziamento pubblico, con in vestimenti in Costarica o in Tanzania o semplicemente in Italia, senza alcun controllo da parte di organi dirigenti di comodo e in un sistema di omertà e di bocche cucite. Ritornando alla Lega: cosa farà Maroni con i suoi amici? Vorrei sbagliarmi, ma credo che ingoierà il rospo e salverà, almeno in parte, la carriera. Francamente, persone con la schiena diritta, in giro ne vedo poche. Se poi i fatti mi smentiscono ne sono felice. “ I soldi dei partiti” racconta tutto questo.

PS) Ultima ora: Viste le proteste Bossi smentisce se stesso e annuncia un comizio con Maroni. Il pasticcio padano continua. Arrivederci alla prossima puntata. 

giovedì 12 gennaio 2012

Caso Cosentino: Nick è salvo. Ci ha pensato Silvio


di Lara Borsoi - 12 gennaio 2012, tratto da www.antimafiaduemila.com

L’Aula di Montecitorio con scrutinio segreto ha espresso parere contrario alla richiesta di arresto formulata dai magistrati di Napoli nei confronti di Nicola Cosentino, ritenuto dai pm  “il referente nazionale” dei clan casalesi, con 309 voti contrari e 298 favorevoli su un totale di 607 votanti.
Determinanti i voti della lega e anche quelli dei Radicali.
Nel giorni scorsi infatti Umberto Bossi aveva spinto i suoi fedelissimi a votare in favore del carcere per Cosentino, ma in seguito, dopo l’intervento di Silvio Berlusconi, il leader del Carroccio ha abbassato la guardia annunciando la libertà di coscienza sul voto. Di contro Maroni ha sempre cercato di mantenere la linea dura all’interno del partito ma non è servito.
Fortissime le pressioni che il Pdl e in particolare Berlusconi hanno esercitato per salvare il politico, a quanto pare più strategico di ciò che si poteva pensare.
Tuttavia Cosentino, prima di sapere l’esito della votazione aveva annunciato: “Un minuto dopo il voto, indipendentemente dall'esito, mi dimetterò da coordinatore regionale del Pdl in Campania".
Per ragione di qualche accordo con Silvio? Forse non lo sapremo mai, intanto Nick ‘o mericano per ora è salvo.

sabato 7 gennaio 2012

Trenitalia dopo aver diviso l'Italia in due ora divide la clientela dei treni ad alta velocità in 4 classi, con condizioni ai limiti dell'umiliazione per l'ultima classe.

Lo spot di Trenitalia che pubblicizzava questa divisione, dopo la bufera sul web, viene ritirato....ma è l'idea stessa di dividere la clientela in caste che non dovrebbe esistere, anche se Trenitalia non vuole che le si chiami classi-caste ma...Executive (1classe), Business(2classe), Premium (3classe) e Standard(4classe)...ma delle azioni indegne di un paese civile rimangono sempre delle azioni indegne anche se le chiami con i nomi più belli del mondo, qui cara Trenitalia non stiamo parlando della copertina di un libro ma del suo pessimo e veramente odioso contenuto!!! 


giovedì 5 gennaio 2012

Un vero gioiello la risposta di Monti a Calderoli

dal sito del Governo italiano, precisazione del Presidente del Consiglio:


4 Gennaio 2012
Il Presidente del Consiglio ha appreso da fonti di stampa che il Senatore Roberto Calderoli avrebbe presentato in data odierna un’interrogazione a risposta scritta con la quale chiede di dar conto delle modalità di svolgimento della cena del 31 dicembre 2011 del medesimo Presidente del Consiglio.
Il Presidente Monti precisa che non c’è stato alcun tipo di festeggiamento presso Palazzo Chigi, ma si è tenuta presso l’appartamento, residenza di servizio del Presidente del Consiglio, una semplice cena di natura privata, dalle ore 20.00 del 31 dicembre 2011 alle ore 00.15 del 1° gennaio 2012, alla quale hanno partecipato: Mario Monti e la moglie, a titolo di residenti pro tempore nell’appartamento suddetto, nonché quali invitati la figlia e il figlio, con i rispettivi coniugi, una sorella della signora Monti con il coniuge, quattro bambini, nipoti dei coniugi Monti, di età compresa tra un anno e mezzo e i sei anni.
Tutti gli invitati alla cena, che hanno trascorso a Roma il periodo dal 27 dicembre al 2 gennaio, risiedevano all’Hotel Nazionale, ovviamente a loro spese.
Gli oneri della serata sono stati sostenuti personalmente da Mario Monti, che, come l’interrogante ricorderà, ha rinunciato alle remunerazioni previste per le posizioni di Presidente del Consiglio e di Ministro dell’economia e delle finanze.
Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie).
La cena è stata preparata e servita in tavola dalla signora Monti. Non vi è perciò stato alcun onere diretto o indiretto per spese di personale.
Il Presidente Monti non si sente tuttavia di escludere che, in relazione al numero relativamente elevato degli invitati (10 ospiti), possano esservi stati per l’Amministrazione di Palazzo Chigi oneri lievemente superiori a quelli abituali per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, gas e acqua corrente.
Nel dare risposta al Senatore Calderoli, il Presidente Monti esprime la propria gratitudine per la richiesta di chiarimenti, poiché anche a suo parere sarebbe “inopportuno e offensivo verso i cittadini organizzare una festa utilizzando strutture e personale pubblici”. Come risulta dalle circostanze di fatto sopra indicate, non si è trattato di “una festa” organizzata “utilizzando strutture e personale pubblici”.
D’altronde il Presidente Monti evita accuratamente di utilizzare mezzi dello Stato se non per ragioni strettamente legate all’esercizio delle sue funzioni, quali gli incontri con rappresentanti istituzionali o con membri di governo stranieri. Pertanto, il Presidente, per raggiungere il proprio domicilio a Milano, utilizza il treno, a meno che non siano previsti la partenza o l’arrivo a Milano da un viaggio ufficiale.

mercoledì 4 gennaio 2012

Tra i tanti aumenti c'è anche quello della trota


martedì 3 gennaio 2012

Far finta di essere poveri

articolo di Carlo Cipiciani, tratto da giornalettismo.com

12 dicembre 2011
Sarebbe bello poter incontrare quei 518 italiani che dichiarano un reddito annuo inferiore ai ventimila euro lordi e sono proprietari di un aeroplano. Sedersi con loro, al tavolo di un bar, e sorseggiare amabilmente un caffè. E farsi raccontare come hanno fatto.
Perché un aereo deve essere difficile da nascondere, e costoso da mantenere. Deve essere faticoso far finta di essere un poveraccio quando possiedi un aereo privato, magari pure bello grande.
Che fatica fare la fila alle poste, e fare finta di brontolare per la bolletta della luce troppo alta. Andare alla Asl per chiedere l’esenzione dei ticket. O chiedere la riduzione delle tasse scolastiche dei propri figlioli. Lamentarsi per le tasse troppo alte.
Sì, far finta di essere poveri deve essere molto faticoso. Per chi ha una coscienza anche guardarsi allo specchio pensando a chi s’arrabatta davvero con mille euro per arrivare alla fine del mese.
Sarebbe bello incontrarsi con loro al bar. E, visto che fanno un po’ pena, pagare loro il caffè.

Per non dimenticare quelle immagini che nel bene e nel male hanno fatto la storia del nostro paese

lunedì 2 gennaio 2012

Aveva una pensione da 450 euro, si toglie la vita. l’Inps aveva chiesto la restituzione di 5000 euro

di Vincenzo Borriello del 2 gennaio 2012, tratto dal quotidiano Notizie.it

Bari – Non dormiva più la notte, il pensionato di Bari gettatosi dal balcone di casa sua, ieri, dopo la richiesta dell’Inps di restituire 5000,00 euro. L’uomo, 74 anni, aveva lavorato tutta la vita tra Germania, Olanda e Bari. Viveva con una pensione sociale di 450,00 euro e una seconda da 250,00 euro, maturata durante il suo periodo di lavoro all’estero. In tutto 700,00 euro. Alcune settimane fa, poi, arriva una comunicazione dell’Inps. C’è stato un errore di calcolo e l’uomo deve restituire 5000,00 euro. Al pensionato è proposta una rateizzazione del debito, 50,00 euro al mese. Una cifra impossibile da pagare. Il pensionato perde il sonno, sta male, forse, cade in depressione. Il suo medico curante gli prescrive dei tranquillanti per aiutarlo a dormire la notte. Non bastano, quel debito con l’Inps lo ossessiona e pone fine alla sua vita.

Niente Anno Nuovo

tratto dal sito di Vauro