Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe

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Sogno di un paese dove parole come cultura, leggi, rispetto, uguaglianza, civiltà, umanità e pietà non siano soltanto delle belle ma purtroppo inutili parole ma rappresentino invece le basi di un popolo che ha fatto di quel sogno, di quello stupendo sogno che si chiama Costituzione Italiana, le sue fondamenta.

"C'è un equivoco di fondo. Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose, se non viene giudicato colpevole dalla magistratura, è un uomo onesto. No! La magistratura può fare solo accertamenti di carattere giudiziale. Le istituzioni hanno il dovere di estromettere gli uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali". Paolo Borsellino da "Lezione sulla mafia" del 1989

"Il nostro è un Paese senza memoria e senza verità"
Pier Paolo Pasolini

martedì 26 aprile 2011

Oltre alla riforma della Giustizia e delle intercettazioni il PDL sta per mettere in cantiere una nuova porcata elettorale(una porcata elettorale bis)

L’OFFENSIVA
GIUSTIZIA RIFORMATA E PORCATE ELETTORALI
articolo di Sara Nicoli, da Il FATTO QUOTIDIANO DEL 26 APRILE 2011
È un’emergenza che diventa ogni giorno più incombente. Dopo la raffica di proposte di legge costituzionale per abbattere la Carta articolo per articolo, torna ora in primo piano la stretta sulla giustizia e la nuova legge elettorale che i berluscones presenteranno oggi al Senato. Una morsa che tiene soggiogato il Parlamento, diviso tra le leggi per salvare il premier dai processi e le altre per salvaguardare le rendite di posizione dell’intera casta politica di centrodestra.
Ecco, allora, che già da martedì prossimo si ricomincerà a parlare di processo breve e intercettazioni. Così, mentre oggi Alfano dovrebbe presentare alla Camera la riforma “epocale” della giustizia (pare che il Quirinale la stia ancora valutando), il Pdl si organizzerà – sempre a Montecitorio – per chiedere la calendarizzazione in aula del ddl intercettazioni che il Capo vuole approvato in tempi rapidissimi. Già passato in Senato l’11 giugno 2010, il provvedimento avrebbe il via libera senza scosse perché nessuno ha intenzione di cambiare una sola virgola. Stessa sorte per il processo breve che a Palazzo Madama, dopo un passaggio solo formale in commissione Giustizia, sarà approvato entro i primi di giugno, probabilmente in contemporanea con le intercettazioni.
In questa corsa contro il tempo degli uomini del Cavaliere a garantire ogni sorta di blindatura legislativa per il leader e chi lo sorregge, a preoccupare più di altro è la proposta della nuova legge lettorale. “Per eleggere il nuovo presidente della Repubblica – ha detto ieri Bersani – basta un voto in più alla Camera”. E non è per niente un caso se la “porcata bis” targata Pdl proporrà un premio di maggioranza nazionale anche al Senato (benché anticostituzionale, ma vedranno come dribblare la Carta) e una riscrittura dei perimetri dei colleghi alla Camera per farli più piccoli e, dunque, per garantire elezioni pilotate con meno voti. Insomma, un percorso a tappe forzate per arrivare ad approvare, entro l’estate, processo breve, intercettazioni, nuova legge elettorale e garantire almeno un passaggio della riforma della giustizia. Il motivo di tanta fretta sul quadro delle leggi ad personam? Nel Pdl c’è chi ha annusato l’aria di elezioni anticipate; la vittoria al secondo turno di Letizia Moratti a Milano potrebbe essere, infatti, il segnale di via verso un voto nazionale a primavera del prossimo anno. E il Cavaliere ci vuole arrivare blindato.


giovedì 14 aprile 2011

Lo stupro di Mariella. La sua storia è la storia di tante donne. Troppe

Fonte: Domani Arcoiris

Mariella non è "nessuno": solo una ragazza che racconta l'umiliazione della violenza e la vergogna del confidarsi con qualcuno. E poi il dolore per il segreto che è costretta a custodire. Per la prima volta lo racconta alla macchina da presa: la sua storia, ma è la storia di tante donne. Troppe

Lo stupro di Mariella

14-04-2011

di Saverio Tommasi

Storia di violenza - Frame di Saverio TommasiSono scese in piazza, e insieme a loro qualche uomo. Sono metà del cielo ma anche della terra. Delle case e dei luoghi di lavoro. Qualcuna di loro riesce a essere stronza come gli uomini, ma non ne ho conosciuta nessuna che riesce a esserlo di più. Sono donne. E hanno una storia. Ognuna ne ha una e sono diverse le une dalle altre, eppure fra queste storie si intrecciano dei fili e si confondono dei sentimenti. Danno degli insegnamenti, queste storie, senza pretenderlo arrivano dove devono arrivare. Al cuore, all’animo o all’anima, alla mente. Al di là dei nomi, ci sono le storie. Né buone né cattive. Le donne, con le loro storie.

Quello che ho fatto è stato raccogliere le storie di Mariella Siviglia e raccontarle per capitoli. Questo è il primo, Lo stupro:

Mariella Siviglia non ricopre incarichi pubblici, non è parlamentare e non siede nel consiglio di amministrazione della Rai. Mariella non è una cantante famosa e non è una velina, e neanche avrebbe voluto esserlo. È la prima volta che lo racconta, Mariella, lo stupro che ha subito. È la prima volta in telecamera e la prima volta a un uomo. Accostatevi con dolcezza, e con rispetto, alla sua storia.

Secondo un’indagine ISTAT del 2004 le donne tra i 14 e i 59 anni che dichiarano di aver subito nel corso della loro vita almeno una violenza sessuale (tentata o riuscita), sono 520.000. Quasi dieci milioni di donne, nella stessa fascia di età, dichiarano invece di aver subito almeno una volta nella loro vita una molestia a sfondo sessuale (molestie verbali, telefonate oscene, pedinamenti o esibizionismo).

Gli stupri coinvolgono le donne, ma riguardano gli uomini. Buon cambiamento, dato che “buona visione” stonerebbe un po’.



I NOMI. Ecco i 314 sì per il processo breve. NON DIMENTICHIAMOLI.


“314 sì, 296 no, la Camera approva”. Con la formula di rito il presidente di Montecitorio Gianfranco Fini chiude la maratona in Aula sul processo breve . Una giornata senza gravi incidenti e con l’opposizione che avendo esaurito il tempo a disposizione poco ha potuto fare nella sua battaglia per far cadere la maggioranza in qualche votazione. L’ultima “trappola” è stata la richiesta di voto segreto su un un emendamento presentato da Di Pietro ma la maggioranza ha retto (anzi ha conquistato sei voti dello schieramento avversario) anche, e soprattutto, grazie alla presenza compatta e assidua dei ministri e dei sottosegretari.

Ma a chi dobbiamo il risultato della votazione? Ecco i nomi.
Popolo della libertàFabrizio Cicchitto, Massimo Enrico Corsaro, Sabatino Aracu, Simone Baldelli, Maurizio Bernardo, Isabella Bertolini, Maurizio Bianconi, Salvatore Cicu, Domenico Di Virgilio, Pietro Laffranco, Osvaldo Napoli, Barbara Saltamartini, Jole Santelli, Gioacchino Alfano, Sabatino Aracu, Maria Teresa Armosino, Filippo Ascierto, Mario Baccini, Lucio Barani, Emerenzio Barbieri, Michaela Biancofiore, Mariella Bocciardo, Giuseppe Calderisi, Remiglio Ceroni, Luigi Cesaro, Gianfranco Conte, Nunzia De Girolamo Nunzia, Giovanni Dima, Renato Farina, Fabio Garagnani, Giorgio Holzmann, Amedeo Laboccetta, Pietro Laffranco, Luigi Lazzari, Beatrice Lorenzin, Giuseppe Francesco Maria Marinello, Marco Marsilio, Bruno Murgia, Antonio Palmieri, Massimo Parisi, Enrico Pianetta, Mauro Pili, Giuseppe Romele, Gianfranco Sammarco, Giuseppe Scalera, Michele Scandroglio, Luigi Vitali. Altri membri: Gian Carlo Abelli, Ignazio Abrignani, Angelino Alfano, Antonio Angelucci, Roberto Antonione, Valentina Aprea, Francesco Aracri, Vincenzo Barba, Viviana Beccalossi, Luca Bellotti, Amato Berardi, Deborah Bergamini, Anna Maria Bernini Bovicelli, Massimo Maria Berruti, Sandro Biasotti, Francesco Biava, Paolo Bonaiuti, Margherita Boniver, Marco Botta, Michela Vittoria Brambilla, Aldo Brancher, Renato Brunetta, Donato Bruno, Annagrazia Calabria, Maria Rosaria Carfagna, Gabriella Carlucci, Luigi Casero, Roberto Cassinelli, Carla Castellani, Giuseppina Castiello, Francesco Catanoso Genoese detto Basilio Catanoso, Giuliano Cazzola, Fiorella Ceccacci Rubino, Elena Centemero, Carlo Ciccioli, Edmondo Cirielli, Francesco Colucci, Manlio Contento, Nicola Cosentino, Giulia Cosenza, Giuseppe Cossiga, Enrico Costa, Stefania Gabriella Anastasia Craxi, Rocco Crimi, Nicolo Cristaldi, Guido Crosetto, Marcello De Angelis, Sabrina De Camillis, Riccardo De Corato, Francesco De Luca, Melania De Nichilo Rizzoli, Maurizio Del Tenno, Giovanni Dell’Elce, Simeone Di Cagno Abbrescia, Marcello Di Caterina, Manuela Di Centa, Ida D’Ippolito Vitale, Antonio Distaso, Monica Faenzi, Giuseppe Fallica, Raffaele Fitto, Gregorio Fontana, Vincenzo Antonio Fontana, Nicola Formichella, Tommaso Foti, Antonino Foti, Pietro Franzoso, Paola Frassinetti, Franco Frattini, Benedetto Francesco Fucci, Giuseppe Galati, Vincenzo Garofalo, Fabio Gava, Mariastella Gelmini, Antonino Salvatore Germanà, Niccolò Ghedini, Agostino Ghiglia, Sestino Giacomoni, Gabriella Giammanco, Vincenzo Gibiino, Alberto Giorgetti, Rocco Girlanda, Francesco Maria Giro, Lella Golfo, Isidoro Gottardo, Ugo Maria Gianfranco Grimaldi, Antonello Iannarilli, Maurizio Iapicca, Giorgio Jannone, Enrico La Loggia, Ignazio La Russa, Giorgio Lainati, Mario Landolfi, Maurizio Leo, Antonio Leone, Ugo Lisi, Pietro Lunardi, Maurizio Lupi, Gennaro Malgieri, Gianni Mancuso, Barbara Mannucci, Alfredo Mantovano, Giulio Marini, Marco Martinelli, Antonio Martino, Antonio Mazzocchi, Riccardo Mazzoni, Giancarlo Mazzuca, Giorgia Meloni, Gianfranco Miccichè, Riccardo Migliori, Lorena Milanato, Marco Mario Milanese, Antonino Minardo, Eugenio Minasso, Giustina Mistrello Destro, Dore Misuraca, Giuseppe Moles, Alessandra Mussolini, Gaetano Nastri, Massimo Nicolucci, Fiamma Nirenstein, Settimo Nizzi, Alessandro Pagano, Maurizio Paniz, Alfonso Papa, Adriano Paroli, Gaetano Pecorella, Paola Pelino, Antonio Pepe, Mario Pescante, Giovanna Petrenga, Guglielmo Picchi, Vincenzo Piso, Giancarlo Pittelli, Sergio Pizzolante, Carmelo Porcu, Stefania Prestigiacomo, Marco Pugliese, Fabio Rampelli, Laura Ravetto, Manuel Repetti, Eugenia Roccella, Paolo Romani, Luciano Rossi, Mariarosaria Rossi, Roberto Rosso, Gianfranco Rotondi, Paolo Russo, Stefano Saglia, Elvira Savino, Souad Sbai, Claudio Scajola, Umberto Scapagnini, Maurizio Scelli, Giorgio Simeoni, Francesco Paolo Sisto, Roberto Speciale, Francesco Stagno D’Alcontres, Lucio Stanca, Giorgio Clelio Stracquadanio, Franco Stradella, Giacomo Terranova, Piero Testoni, Gabriele Toccafondi, Salvatore Torrisi, Roberto Tortoli, Michele Traversa, Giulio Tremonti, Mario Valducci, Valentino Valentini, Paolo Vella, Cosimo Ventucci, Denis Verdini, Santo Domenico Versace, Pasquale Vessa, Raffaello Vignali, Elio Vito, Marco Zacchera.

Lega Nord
Marco Giovanni Reguzzoni, Luciano Dussin, Lussana Carolina Montagnoli Alessandro, Fogliato Sebastiano, D’amico Claudio, Angelo Alessandri, Stefano Allasia, Massimo Bitonci, Guido Bonino, Umberto Bossi, Matteo Bragantini, Gianluca Buonanno, Corrado Callegari, Davide Caparini, Davide Cavallotto, Giacomo Chiappori, Silvana Andreina Comaroli, Nunziante Consiglio, Jonny Crosio, Manuela Dal Lago, Marco Desiderati, Gian Carlo Di Vizia, Gianpaolo Dozzo, Guido Dussin, Giovanni Fava, Massimiliano Fedriga, Fulvio Follegot, Gianluca Forcolin, Maurizio Fugatti, Franco Gidoni, Giancarlo Giorgetti, Paola Goisis, Paolo Grimoldi, Eraldo Isidori, Manuela Lanzarin, Marco Maggioni, Francesca Martini, Daniele Molgora, Laura Molteni, Nicola Molteni, Emanuela Munerato, Giovanna Negro, Luca Rodolfo Paolini, Maria Piera Pastore, Gianluca Pini, Ettore Pirovano, Massimo Polledri, Fabio Rainieri, Erica Rivolta, Marco Rondini, Roberto Simonetti, Stefano Stefani, Giacomo Stucchi, Renato Walter Togni, Alberto Torazzi, Pierguido Vanalli, Raffaele Volpi.

Iniziativa Responsabile
Luciano Mario Sardelli, Giuseppe Ruvolo, Domenico Scilipoti, Maria Grazia Siliquini, Gerardo Soglia, Maria Elena Stasi, Vincenzo D’anna, Maurizio Grassano, Francesco Pionati, Elio Vittorio Belcastro, Massimo Calearo Ciman, Giampiero Catone, Bruno Cesario, Pippo Gianni, Paolo Guzzanti, Arturo Iannaccone, Giancarlo Lehner, Antonio Milo, Silvano Moffa, Giovanni Carlo Francesco Mottola, Carlo Nola, Andrea Orsini, Mario (Ir) Pepe, Michele Pisacane, Catia Polidori, Americo Porfidia, Antonio Razzi, Francesco Saverio Romano, Vincenzo Taddei,

Liberal democratici
(Gruppo Misto) Daniela Melchiorre, Italo Tanoni. (Gruppo Misto) Aurelio Salvatore Misiti.

martedì 12 aprile 2011

Liguori questa mattina ad Agorà su Rai3 ha usato delle pesanti parole contro la Rampino:"Dici falsità.Vengo a Roma e ti prendo a schiaffi".

Fonte: Leggo

Paolo Liguori e Antonella Rampino

•La Rampino lascia lo studio
ROMA - "Dici falsità. Vengo a Roma e ti prendo a schiaffi". Con queste parole Paolo Liguori, direttore del Tgcom, ha attaccato in diretta televisiva ad Agorà, talk mattutino di Raitre, la giornalista Antonella Rampino, presente in studio. Liguori, in collegamento da Milano, stava esprimendo la sua opinione sui processi a Silvio Berlusconi: dopo essersi forse dilungato un po' troppo nelle sue asserzioni, la Rampino inizia a mostrarsi indifferente nei confronti di quello che considera "un piccolo comizio". Di qui, dopo un breve battibecco, le brutte parole di Liguori e la reazione della giornalista, che ha abbandonato lo studio molto contrariata. "Antonella Rampino ha lasciato lo studio, mi dispiace molto perché è una collega che stimo. Speriamo di recuperarla presto in una delle prossime puntate", dice il conduttore Andrea Vianello, che esorta Liguori a scusarsi. "Mi dispiace con la Rampino siamo amici da molto tempo, ho usato parole sbagliate. Ma non le permetto di dire menzogne", rincara però la dose Liguori.

Guarda la puntata di Agorà


La lite Liguori-Rampino


lunedì 11 aprile 2011

Così, ripensavo a Pertini

10 aprile 2011



Ho un amico che da bimbo vinse un premio; uno di quelli tipo: “il bambino più buono d'Italia”, sì, una roba così. Lui un po' se ne vergogna, ma ricordo l'orgoglio con il quale, sua madre, mi mostrò una fotografia custodita in una bella cornice d'argento. Il piccolo, vestito come se fosse la prima comunione, sorrideva abbracciato da Pertini, che nell'altra mano reggeva la sua pipa. Ammetto che l'imbarazzo del mio amico, dinnanzi all'orgoglio di sua madre, e i suoi pantaloni corti e i calzettoni bianchi, mi fecero sorridere. Un sorriso che non riuscii a nascondere a quella donna, e che dopo divenne una risata. Oggi la signora Aurora non c'è più, e io vorrei chiederle scusa per aver riso.
Pertini. Ricordo ancora come sotto gli occhi di tutte le televisioni del mondo, si lasciò andare dopo quella finale dei mondiali di Calcio. La sua esultanza fece scalpore, ne venne fuori il mito della simpatia, la rottura del protocollo in quelle mani alzate e agitate in aria, sempre con la pipa in mano. I cronisti eccitati e sbalorditi, non solo per il gol di Tardelli, ma per quel presidente che riuscì a far sorridere anche il Re di Spagna, a farlo alzare in piedi, a renderlo partecipe di una gioia che non era la sua. Quelle immagini passarono alla storia, e restarono anche in me che pure del calcio non mi è mai importato nulla. Se ne parlò a lungo di quel “bizzarro” gesto del presidente, che aveva sostituito Giovanni Leone, che un po' ci fece vergognare, non tanto per lo scandalo Cederna, quanto per aver fatto le corna – in gesto scaramantico – mentre visitava i malati di colera.
È stato leggendo i giornali di questi giorni, che mi son tornate alla mente queste immagini ingiallite dal tempo, quelle dell'orgoglio della mamma del bimbo più buono che c'era, e di quel presidente che a volte sembrava il nonno di tutti noi, un po' buffo e da perdonare. Da amare, anche se forse in modo tardivo, con quell'amore che solo il rimpianto ha saputo consegnarci.
Penso alla mamma di una di quelle ragazze neolaureate che son state chiamate al cospetto del presidente del consiglio, per ricevere in premio gadget del governo e perle si schifezza da un maniaco impresentabile, da un uomo di quelli che nessuna madre sana di mente farebbe mai sedere sul suo divano accanto alla giovane figlia. Penso ai sacrifici che possono aver fatto dei normali genitori per far studiare i loro figli, o i sacrifici di quei ragazzi che passano il giorno sui libri e la sera a spostare boccali di birra nei bar, per guadagnarsi l'illusione di un futuro, costretti ad assistere al patetico show del buffone del consiglio. Non riesco ad immaginare una madre che domani con orgoglio racconterà all'amica del figlia che una volta lei vinse un premio, consegnato da un maniaco sessuale che dopo la invitò al Bunga Bunga di Palazzo Grazioli. O l'orgoglio nel raccontare come, durante quell'evento, ai figli freschi di fatica, fu detto che la magistratura era criminale, che la democrazia è uno scherzo e che per vivere bene bisogna impegnarsi a rubare, a farsi furbi, ad aggirare le leggi e le regole, fino ad arrivare alla meta – la devastazione dello Stato – così come ha fatto lui, che della criminalità ormai è libero di far sfoggio.
Scrivo, e non è nostalgia. Scrivo con l'animo appesantito dalle domande sul domani, che mi si presenta proiettato dall'oggi, avendo nella mente cose che nemmeno credevo di aver mandato a memoria.
Per esempio, mi sembrava di non ricordare di quando il Presidente Pertini, decise che era tempo di non fornire più le cravatte ai deputati che fingevano d'averla scordata per rubarsene una nuova ogni seduta, o impose l'utilizzo di posate dozzinali, per impedire che pranzo dopo pranzo i deputati e i senatori si facessero il servizio buono d'argento, rubando di volta in volta un coltello o una forchetta. Eppure me lo ricordo pensando a quel che potrebbe essere domani il Quirinale: una sorta di lupanare, con un vecchio pazzo di grasso e gomma, unto da una crema arancione, che cambierà anche il corpo dei Corazzieri d'Italia. Mi pare di vederlo, attorniato dalle guardie – tutte donne – con quelle divise simili a quelle del “Drive in”, con le tette di fuori, il perizoma, e l'elmetto con la coda di cavallo. A volte lo immagino, come potrebbe essere quando in visita verrà un nuovo Topolanek, con il nuovo protocollo: l'ospite si toglie le mutande, le corazzierine spalancano la porta, parte la sigla, e si dà il via alle danze, con le ministre nel mezzo e pompini a gogò.
Quel giorno sta arrivando, e sarà il giorno in cui le madri saranno orgogliose perché le figlie, no, loro NON lo hanno vinto un premio.
Rita Pani (APOLIDE)