Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe

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Sogno di un paese dove parole come cultura, leggi, rispetto, uguaglianza, civiltà, umanità e pietà non siano soltanto delle belle ma purtroppo inutili parole ma rappresentino invece le basi di un popolo che ha fatto di quel sogno, di quello stupendo sogno che si chiama Costituzione Italiana, le sue fondamenta.

"C'è un equivoco di fondo. Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose, se non viene giudicato colpevole dalla magistratura, è un uomo onesto. No! La magistratura può fare solo accertamenti di carattere giudiziale. Le istituzioni hanno il dovere di estromettere gli uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali". Paolo Borsellino da "Lezione sulla mafia" del 1989

"Il nostro è un Paese senza memoria e senza verità"
Pier Paolo Pasolini

lunedì 19 luglio 2010

I primi nomi del nuovo governo...

dalla Redazione U Cuntu, articolo di Riccardo Orioles

19 luglio 2010

Non si può dire che abbia avuto molto successo la nostra proposta di un governo di unità nazionale guidato da un magistrato sicuramente al disopra delle parti e volto al superamento dell’attuale gravissima crisi, causata principalmente dalla presenza di Mafia, Camorra e Ndrangheta in tutti i principali centri di potere nazionali.



Contrariamente a quanto ci aspettavamo né il Presidente Napolitano né i segretari delle varie forze politiche hanno ritenuto di convocarci per chiederci ulteriori delucidazioni. Neanche il Presidente del Consiglio - deludendoci profondamente - ha voluto trarre le conseguenze del nuovo clima politico costituendosi alla più vicina caserma dei Carabinieri, continuando ad alloggiare tranquillamente nei suoi vari palazzi come se non fosse successo niente. Sta bene. Incuranti del caldo e dell’indifferenza noi andiamo avanti indefessamente, producendo altresì i primi nomi – visto che uno solo non è bastato – del costituendo Governo. Il cui scopo è, lo ripetiamo per chiarezza e perché nessuno poi dica di non essere stato avvertito, di risolvere il principale e anzi in fondo l’unico problema del Paese, il predominio mafioso.

Dunque: agli Affari Esteri abbiamo deciso di mettere, dopo ponderata riflessione, l’esperto e autorevole Romano Prodi. E’ l’unico che per ”estero” intenda la Francia, la Svizzera, la Russia, l’Inghilterra e altri tradizionali paesi. Tutti gli altri politici, chi più chi meno, considerano stranieri chi la Padanìa, chi il Meridione, chi sta un po’ più in su o un po’ più in giù di loro. E non va bene. Da Prodi (che è federalista serio, e cioè europeo) ci aspettiamo dunque un buon lavoro, e lo preghiamo di comunicarci al più presto la sua accettazione. Agli Interni – sempre che voglia accettare – andrà per la prima volta una donna, Angela Napoli. “Ma è di destra” obietteranno i miei amici, storcendo il muso. Ebbene sì: ma vi sembra il momento di far gli schizzinosi? “Che il gatto sia rosso o nero non importa, basta che prenda i mafiosi” disse una volta il Presidente Mao. E dunque buona fortuna alla camerata Angela, vediamo come se la caveranno i mafiosi contro una buona testa di ferro di calabrese. Alla Difesa, padre Zanotelli. Ci difenderà dai banditi, dai ladri d’acqua, da tutti i talebani in giacca e cravatta che ammazzano più gente in un anno che i talebani selvaggi in cento. L’esercito, naturalmente, sarà stanziato in Italia dov’è il posto suo. Tuttavia, per rispettare i sentimenti patriottici dei patrioti, sarà concesso di stanziarsi liberamente a Kabul (e in Mongolia, su Klingoon, dove cazzo vorranno) alle unità di volontari che vorranno farlo: “Padania Warriors” “Militiae Lepanti”, “Magnafoco del Labbaro” e quant’altro. Così finalmente potranno combattere i nemici dell’Occidente e della Religione in prima persona e non per interposti sldati. Grazie, padre Zanotelli, buon lavoro anche a lei. Al Lavoro ci va, naturalmente, un sindacalista. Personalmente, preferirei il mio amico Gigi Malabarba, operaio di Arese; ma mi dicono che è troppo estremista per un ruolo così istituzionale, e allora mettiamoci Guglielmo Epifani. (Notate che il ministero torna del Lavoro e non del welfare, del producing e di altre americanate. Qua siamo in Italia, grazie a Dio, e si parla italiano). Fine parentesi e buon lavoro anche a lei, compagno Epifani. All’Industria invece ci va un industriale, categoria rarissima oramai, sostituita da giocatori di poker, venditori di chiacchiere e ogni tipologia di lestofanti. Un industriale vero l’ho trovato però ed è Renato Soru, che Tiscali se l’è fatta da solo senza farsela regalare né da Berlusconi né da D’Alema. Mi mandi una mail, dottor Soru, ché qua il tempo passa e c’è da fare in fretta. Commissari alle Regioni Mafiose, con poteri adeguati, saranno i tre generali Aurigo, Bozzo e Gualdi, coadiuvati rispettivamente dai Prefetti Serra (già a Roma), Frattasi (Fondi) e Linares (Trapani). Prenderanno ordini direttamente dal Presidente e mi auguro che siano già al loro posto. Va bene. Il resto al prossimo numero, per oggi mi sembra che basti. Con questo caldo, e con tutte le altre cose da fare, vi pare un lavoro da niente mettere su un governo? Eppure a poco a poco ci stiamo arrivando: basta un po’ di buona volontà e si riesce a far tutto. Eppoi dicono che noi meridionali non abbiamo voglia di lavorare.

Riccardo Orioles

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