Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe

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Sogno di un paese dove parole come cultura, leggi, rispetto, uguaglianza, civiltà, umanità e pietà non siano soltanto delle belle ma purtroppo inutili parole ma rappresentino invece le basi di un popolo che ha fatto di quel sogno, di quello stupendo sogno che si chiama Costituzione Italiana, le sue fondamenta.

"C'è un equivoco di fondo. Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose, se non viene giudicato colpevole dalla magistratura, è un uomo onesto. No! La magistratura può fare solo accertamenti di carattere giudiziale. Le istituzioni hanno il dovere di estromettere gli uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali". Paolo Borsellino da "Lezione sulla mafia" del 1989

"Il nostro è un Paese senza memoria e senza verità"
Pier Paolo Pasolini

lunedì 14 giugno 2010

Referendum: schiavi o disoccupati?

di Debora Billi, da Crisis? What Crisis?

14 giugno 2010

bianipomigl.jpgPremetto che non mi intendo affatto di questioni sindacali, diritto del lavoro, contratti collettivi e altro del genere. Per questo non posso assolutamente entrare nel merito della questione Pomigliano. Ma ugualmente, come cittadina che dà una scorsa ai giornali, e specialmente come storiografa della crisi (LOL!), assisto scioccata a quel che sta avvenendo.

La FIOM è propensa a non firmare il contratto, e propone un referendum tra i lavoratori per capire se intendono accettare l'ultimatum della FIAT. E' in ballo il futuro di 15 mila persone tra operai e indotto, in una zona dove le alternative alla storica Alfasud sono poche e soprattutto assai inquietanti. Che fare? Rinunciare, con una firma, a diritti acquisiti da decenni (e stabiliti per legge) o finire sotto un ponte o in mano alla criminalità organizzata?

La sensazione è quella di stare assistendo ad un esperimento, all'esperimento definitivo che mette le carte in tavola una volta per tutte. Marchionne ha deciso di uscire allo scoperto, e incarnare finalmente alla luce del sole la politica adottata da almeno vent'anni dall'intera classe imprenditoriale occidentale: o schiavo, o disoccupato. O me la dai, o scendi. Quanti di noi si sono trovati, nel chiuso di un ufficio, a dover scegliere su due piedi se dargliela o scendere? Se accettare un contratto umiliante o sbattere la porta e restare disoccupati ma a testa alta?

Adesso stiamo tutti qui a guardare cosa faranno a Pomigliano, con l'avallo del sindacato, di uno dei sindacati più duri. Al di là delle solite retoriche sugli assenteisti e sui raccomandati e sugli assistiti, è un momento di grande importanza simbolica. Soprattutto perché, quando a Pomigliano si inginocchieranno definitivamente, sarà moralmente la fine per i diritti di tutti. Non che oggi resti in piedi qualcosa, per carità, ma lo schiavismo diventerà prassi accettata e doverosa. Ne abbiamo parlato a iosa qui e qui e in tanti altri post.

Gli imprenditori schiavisti e la criminalità organizzata ringraziano per la manodopera a buon mercato così gentilmente offerta. Gli operai cinesi, temono invece per la nuova concorrenza.

(Vigna del Biani)


2 commenti:

Carlos ha detto...

Non é cosa che afecte solo alla Italia, sta en peligro el sentido della democracia.
Absolutamente importante la voce che rechaza il ddl, tu voce in tuo blog, e una gran voce il 9 julio, sembra un film ma non lo é, de silenciar la injusticia.

Sei brava ogni giorno.

Un abbraccio

E la azzurra como siempre, inicio male e dopo en la finale :)

Anna ha detto...

Grazie, un abbraccio di cuore a te caro Carlos.