Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe

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Sogno di un paese dove parole come cultura, leggi, rispetto, uguaglianza, civiltà, umanità e pietà non siano soltanto delle belle ma purtroppo inutili parole ma rappresentino invece le basi di un popolo che ha fatto di quel sogno, di quello stupendo sogno che si chiama Costituzione Italiana, le sue fondamenta.

"C'è un equivoco di fondo. Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose, se non viene giudicato colpevole dalla magistratura, è un uomo onesto. No! La magistratura può fare solo accertamenti di carattere giudiziale. Le istituzioni hanno il dovere di estromettere gli uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali". Paolo Borsellino da "Lezione sulla mafia" del 1989

"Il nostro è un Paese senza memoria e senza verità"
Pier Paolo Pasolini

martedì 8 giugno 2010

"Le dame e il Cavaliere" un documentario su Berlusconi che in Italia nessuno vuole distribuire e che se passa la legge bavaglio, diverrà fuorilegge


Entro fine mese, se passa la legge bavaglio, questo documentario non si potrà più vedere perché sarà dichiarato fuorilegge.
Per chi lo volesse acquistare, il prezzo di vendita, incluso di spese di spedizione in Italia, è di 12 euro, mentre per l'Europa, compreso sempre di spese di spedizione, è di 12,50 euro.
L'indirizzo del sito "Le dame e il Cavaliere" dove trovare le coordinate per il pagamento è il seguente:
da l'Unità.it

Una «corsa contro il tempo»: così il regista Franco Fracassi e gli altri giornalisti che hanno realizzato 'Le dame e il Cavalierè considerano cercare di far arrivare a più persone possibili, attraverso internet e eventi in tutt'Italia, di cui il primo a Roma mercoledì serà al Circolo degli Artisti, il loro film inchiesta sull'intreccio «di vicende private e politiche del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, a partire dalla famosa festa di Casoria».

Un'urgenza legata al fatto che nel film (autoprodotto dalla Telemaco anche in compartecipazione popolare), 100 minuti ricavati da decine di ore di girato, ci siano anche gli audio di molte intercettazioni, da quelle di Vallettopoli con l'ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà, a quelle di Palazzo Grazioli e «altri dialoghi telefonici finora non resi noti dal circuito informativo» che se la legge sulle intercettazioni passasse, dicono, «renderebbero Le dame e il cavaliere fuorilegge». Questa è un'inchiesta «su Berlusconi e su come lui usa il sesso a fini politici - spiega Fracassi -. È stata visionata da quattro uffici legali che ci hanno garantito che è inattaccabile dal punto di vista legale, eppure i giornali si sono rifiutati di allegarlo per paura di ritorsioni da parte del premier».

L'unico canale distributivo a cui i realizzatori sono riusciti ad accedere è internet. Con un blog e una pagina su facebook che ha già oltre 7800 iscritti, propongono la vendita online del dvd e organizzano proiezioni in tutt'Italia. «Ci siamo autofinanziati per stampare le copie - dice il regista - e distribuirlo, e speriamo che il maggior numero di persone lo possa acquistare perchè sarà l'ultima possibilità per ascoltare l'audio di tutte le intercettazioni di Berlusconi legate a questi fatti, comprese quelle della D'Addario a casa di Berlusconi». L'escort è anche fra i tanti intervistati, insieme fra gli altri, a Fabrizio Corona, Paolo Guzzanti, gli ex fidanzati di Noemi Letizia, e molti giornalisti italiani e stranieri che si sono occupati dei fatti. «Le dame e il Cavaliere ovviamente non è un film di gossip, ma un documentario d'inchiesta -. sottolineano i realizzatori parlando del progetto -. Abbiamo cercato di capire esattamente come sono avvenuti i fatti, sentendo testimoni diretti, cercando documenti e ricostruendo la vicenda non tenendo conto di ciò che era già stato scritto». Si sta cercando di distribuire il film anche in Inghilterra e in Francia: «Chiediamo a tutti una mano - aggiunge Andrea Petrosino, uno dei giornalisti che ha lavorato al documentario, con fra gli altri, Andrea Annessi Mecci, Stefania Creatura e Luisa Sgarra- per parlare ancora di diritto d'informazione in questo Paese che è sempre più un'utopia».

07 giugno 2010

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