Tutti sappiamo che il sole sorge. Eppure ogni alba porta con sè una promessa che rinnova le nostre speranze. Allo stesso modo io so che
ci siete; conosco la vostra refrattarietà all'
ingiustizia, la vostra sete di
informazione libera. So che è meglio non farvi
incazzare. Lo so, eppure quando vedo la reazione a chi cerca di
comprimere i vostri diritti di cittadinanza, lo stupore e la meraviglia illuminano il mio sguardo, e un sorriso lo attraversa.
Avete tappezzato YouTube, Facebook, MySpace e i vostri blog con
centinaia di manifesti. Ognuno di essi è una voce che si leva per dire
no alla censura. Tutti insieme rivendicano la rete come un luogo di condivisione e verità, di confronto e di dubbio, di accanita discussione, di riflessione e arricchimento. Ma soprattutto, un luogo di
libertà. La
nuova rivoluzione francese aggiunge un termine a quella vecchia: libertà, eguaglianza, fraternità e...
condivisione.
Possiamo non essere d'accordo, possiamo contestare, possiamo cambiare idea e di certo sappiamo anche come chiedere scusa. Ma non possiamo essere
messi a tacere.
Riporto uno stralcio delle
norme della community di YouTube: «
Quando un video è segnalato come non appropriato, lo passiamo in rassegna per stabilire se vìoli i nostri Termini e condizioni d'utilizzo: i video segnalati non vengono automaticamente rimossi dal sistema. Se rimuoviamo un tuo video dopo averlo esaminato, puoi stare certo che l'abbiamo fatto intenzionalmente; prendi quindi molto seriamente il nostro avvertimento.»
E ancora: «
Noi incoraggiamo la libertà di parola e difendiamo il diritto di ognuno di esprimere i propri punti di vista, anche se mal graditi. Tuttavia è vietato l'utilizzo di linguaggio ostile (linguaggio che attacchi o sminuisca un gruppo in base a razza o origine etnica, religione, disabilità/invalidità, sesso, età, condizione di veterano o orientamento/identità sessuale).»
Dunque fanno
outing da soli. Se
un video viene rimosso, l'hanno guardato, l'hanno considerato inappropriato e
intenzionalmente oscurato. Ergo, il racconto di
Stefania Pace, di come sia sopravvissuta al terremoto, di come la protezione civile insistesse perchè la gente rientrasse nelle case, di come lei e molti altri si siano salvati perchè erano in contatto telefonico con Giuliani è stato giudicato
inappropriato dallo staff di YouTube.
Sembra che incoraggino la libertà di parola e il diritto ad esprimere i propri punti di vista, anche se
mal graditi, purchè non diano una versione dei fatti
difforme da quella governativa. Purchè non svelino qualcosa che sui giornali
non si scrive, che alla televisione
non si mostra, che Bertolaso
non dice.
Ho chiesto conto a YouTube dell'operato dello staff circa l'oscuramento del video "
Giuliani - L'uomo che ci salvò la vita". Non mi interessa ricaricarlo
sul mio canale. Voglio che venga riconosciuto l'
errore, se di errore si è trattato, oppure che si dichiari pubblicamente a quale
telefonata si deve l'oscuramento della voce di Stefania. In entrambi i casi, chiedo il
dissequestro del video, insieme a tutto il suo patrimonio di commenti , voti e visualizzazioni. Un patrimonio che ci appartiene e che deve essere tutelato.
Se volete potete scrivere anche voi. Copiate
il testo seguente, modificatelo e miglioratelo se volete, e inviatelo dal
modulo di supporto di YouTube.
Qualcuno ha fatto i conti senza l'oste. Voleva rimuovere un
video indesiderato, se ne è ritrovato
mille. Voleva che il silenzio calasse su una testimonianza scomoda, ma non ha fatto altro che
accendere i riflettori e illuminarla a giorno: la copia ricaricata da
Beppe Grillo ieri campeggiava sulla homepage di YouTube.
Questa è la
rete. Questa è la
voglia di libertà. Questi siete
voi.
E questo sono io, che sono tornato immediatamente da
Stefania Pace. Potete scaricare gratuitamente il
file originale della videointervista
a questo indirizzo.
Gratuitamente.
Andate e pubblicatene tutti, con il mio beneplacito. E' giusto così.
Claudio Messora: «Stefania, è di una settimana fa la nostra video-intervista che è stata prontamente ripresa anche dal sito di Beppe Grillo e che ha raggiunto in pochi giorni le 50.000 visualizzazioni, in cui tu muovevi delle precise accuse, facevi delle precise denunce e raccontavi, in qualità di testimone oculare, i
fatti.
Dopo alcuni giorni di live dell'intervista, e successivamente ad una tua apparizione nella trasmissione
Chi l'ha visto? di lunedì scorso, il video è stato misteriosamente, per ragioni ancora non meglio precisate dallo staff di YT -
semmai le vorranno precisare - oscurato. E' la prima volta, nella mia opinione, che accade che un video non sia censurato per questioni di copyright, ovvero per un problema di video o di immagini protette da diritto d'autore, ma per un problema di
opinioni. E' stata
censurata l'opinione di una madre di famiglia, testimone dei fatti della tragica notte fra il 5 e il 6 aprile. Un fatto che, a mio parere, è di una
gravità inaudita.
A tuo parere che cosa può avere scatenato questo tentativo di oscuramento delle tue parole?»
Stefania Pace: «Allora, innanzitutto voglio fare una premessa: sono
incazzata nera per questo tentativo di censura. Penso che l'unica parte che poteva dare fastidio in qualche modo a chi ha oscurato la video-intervista fosse quella relativa alla denuncia fatta sulla protezione civile, e cioè quando ho detto che la protezione civile aveva avvisato le persone
dopo il terremoto delle 23,30 e aveva detto a tutti quanti di
rientrare in casa. Ora, penso che l'unico passaggio diciamo
scomodo di tutta l'intervista sia stato questo, anche perché non conteneva musica coperta da copyright, non conteneva parole offensive, non conteneva nulla che potesse in qualche modo turbare.
Claudio Messora: «Non offendeva la sensibilità religiosa, forse offendeva la sensibilità istituzionale di alcuni soggetti preposti al potere?»
Stefania Pace: «Si, senz'altro. Probabilmente offendeva la sensibilità istituzionale, e più che altro questa affermazione minava in qualche modo tutto questo tentativo, anche da parte dei media, di far vedere che
va tutto bene, che la protezione civile si sta occupando in maniera
eccellente delle persone che vivono nei campi e che siamo protetti da questi angeli che fanno in modo che non ci succeda più niente.
In realtà non è vero. Voglio ribadire ancora una volta che quella notte, non solo a Paganica, ma -
ho saputo da altre persone che si trovavano lì -, anche a l'Aquila, la protezione civile ha avvisato, dove c'erano macchine o persone fuori, di
rientrare nelle case. Addirittura, quando è passata a Paganica, questa persona poi ha detto che non era stata una sua iniziativa, ma che qualcuno gli aveva detto di far rientrare le persone nelle case. Per
qualcuno si intende qualcuno
al di sopra di lui.
Quindi questo significa che c'è stato proprio un tentativo di
mandare la gente al macello, perché so per certo che
la Prefettura é stata evacuata alle 24. Se la Prefettura è stata evacuata alle 24,
perché non sono stati evacuati anche i centri storici? Questa è una domanda alla quale, tuttora, non trovo una risposta.»
Claudio Messora: «Questa strana coincidenza, questa correlazione che esiste fra la puntata di
Chi l'ha visto? e l'immediata, successiva, censura del video che ci riguarda, è qualcosa da approfondire un pò meglio. Puoi raccontarci com'è stato il tuo rapporto con la trasmissione, cosa ti hanno chiesto e cosa hanno successivamente mandato in onda?»
Stefania Pace: «Io sono stata contattata dalla redazione di
Chi l'ha visto? subito dopo aver rilasciato l'intervista per il tuo blog.
Loro sono venuti da me e l'intervista è durata circa
45 minuti. In questi 45 minuti io esponevo i fatti, né più né meno di come li ho esposti durante
la nostra video-intervista, pubblicata e poi
oscurata su YouTube. I 45 minuti sono stati ridotti poi ad una dichiarazione di
30 secondi nella quale dicevo di avere avvertito la mia amica Patrizia perché ha una famiglia numerosa, che comprende una bimba disabile. Il servizio di
Chi l'ha visto? ha puntato sul fatto che Patrizia avesse una figlia diversamente abile. Per quanto riguarda il resto è venuto fuori poco, se non in un passaggio, ovvero quando Patrizia racconta anche lei della
protezione civile che ha avvisato, subito dopo la scossa delle 23.30 - 24.00,
che si doveva rientrare in casa perché non c'era nessun pericolo. Però rispetto alle dichiarazioni da me fatte sulla ricerca di Giuliani, sulla protezione civile, sul fatto che la Prefettura fosse stata evacuata alle 24,
non c'era nulla.
Ora, la correlazione tra la messa in onda di questo servizio e la censura su YouTube, io non la riesco a capire. Per questo sono anche
molto incazzata, perché significa che in questo paese
non c'è la libertà di opinione, non c'è la libertà di esporre i fatti da parte di semplici cittadini, o perlomeno di quei fatti che vanno
contro le versioni ufficiali, che tentano di far passare all'opinione pubblica.
Claudio Messora: «Perlomeno in Cina ci sono delle regole chiare. Non si possono dire certe cose e la gente lo sa e le dice clandestinamente, oppure non le dice per niente. Invece qui si vuole far credere che tutti abbiano il diritto di esprimere la propria opinione, l'art. 21 viene magnificato ma poi, nei fatti, il comportamento mediatico delle grosse società assoggettate al potere delle lobbies, al potere politico e al potere economico è quello che abbiamo sperimentato sulla nostra pelle, e che hanno sperimentato migliaia, forse milioni di cittadini italiani che avevano ascoltato la tua video-intervista e che magari l'avevano salvata fra i preferiti, o l'avevano fatta vedere agli amici... e che comunque faceva parte del loro bagaglio documentale sui fatti di questo paese.»
Stefania Pace: «Certo. Penso tra l'altro, ma questa è una mia opinione, che quando si vanno a toccare questi poteri forti, come questo
magnifico Bertolaso che tutto può e che ci protegge come un angelo dall'alto... quando si vanno a toccare questi poteri... qualcosa scatta. Qualcosa scatta anche in quelle aziende che per antonomasia dovrebbero pubblicare tutto.
Faccio presente che
su YouTube si trova veramente di tutto, però la mia video-intervista è stata
censurata. Perché
dava fastidio a qualcuno? Io non lo so. Mi piacerebbe anche capire
le motivazioni di questa censura e mi piacerebbe che qualcuno mi dicesse
perché. Non ho raccontato niente che andasse aldilà dei semplici fatti che ho vissuto quella notte. Voglio ribadire ancora una volta che la Prefettura è stata evacuata alle 24 e che in quello stesso momento, mentre si evacuava la Prefettura, la protezione civile pensava a far rientrare la gente nelle case. Io vorrei capire perché. Questo mi piacerebbe che qualcuno me lo spiegasse.»
Claudio Messora: «Stefania, la Rete ha centuplicato il nostro messaggio davvero con la forza non di cento ma di centinaia di braccia. A decine, a centinaia hanno ripubblicato il video su tutti i social network, da YouTube a Facebook. E' stata una dimostrazione non tanto di potenza, quanto una
dichiarazione di indipendenza della Rete e del Giornalismo libero e indipendente rispetto a quello omologato dei media tradizionali. La Rete va avanti. Credo che un ringraziamento a tutti quanti sia più che mai opportuno.»
Stefania Pace: «Si, desidero ringraziare tutti coloro che hanno ripubblicato il video, tutti coloro che si oppongono alla pseudo-informazione e che portano avanti un
pensiero libero. Sono grata a tutti per il lavoro che hanno svolto e anche per il
coraggio. Sono convinta che c'è un'altra realtà di persone che
non si accontenta di subire passivamente le informazioni che ci vengono propinate dal servizio pubblico e sottolineo
servizio pubblico, perché fra l'altro è un servizio che i cittadini
pagano e quindi credo abbiano anche il
diritto di sapere quello che sta succedendo. Questo non avviene.
Ora, sappiamo che in questo momento si stanno preparando le
nomine per i direttori dei TG e tutti, io credo tutti, sono allertati. Quindi non si può sbagliare, bisogna stare attenti a quello che si dice. Ogni mossa sbagliata potrebbe determinare l'esclusione, diciamo il
licenziamento, quindi questo significa che non siamo un paese veramente libero.
Però quello che mi fa piacere in tutto questo è che
la Rete ci dia ancora la possibilità di sapere, di essere informati su quello che accade.»