Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe

.

Sogno di un paese dove parole come cultura, leggi, rispetto, uguaglianza, civiltà, umanità e pietà non siano soltanto delle belle ma purtroppo inutili parole ma rappresentino invece le basi di un popolo che ha fatto di quel sogno, di quello stupendo sogno che si chiama Costituzione Italiana, le sue fondamenta.

"C'è un equivoco di fondo. Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose, se non viene giudicato colpevole dalla magistratura, è un uomo onesto. No! La magistratura può fare solo accertamenti di carattere giudiziale. Le istituzioni hanno il dovere di estromettere gli uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali". Paolo Borsellino da "Lezione sulla mafia" del 1989

"Il nostro è un Paese senza memoria e senza verità"
Pier Paolo Pasolini

sabato 31 gennaio 2009

Italia:in questo paese una sicurezza noi cittadini,di qualsiasi colore e provenienza,ce l'abbiamo ed è quella di essere stati abbandonati dallo Stato

tratto dalla rete del Grillo del 31 gennaio 2009: lettere dalla rete

UNA CARTOLINA DALLA PERIFERIA ROMANA

di A.M.

Ciao Beppe,
sono A. un ragazzo di Ostia (periferia di Roma).
Ti scrivo perché ormai da qualche tempo non ci sentiamo più sicuri: più sicuri della vita che abbiamo di fronte, più sicuri del nostro lavoro, più sicuri che avremo una pensione, più sicuri di poter formare una famiglia, e ora non siamo più sicuri nemmeno di quello che può accaderci se usciamo la sera, a volte anche il giorno.
So già che starai pensando "Ah! un altro rompiballe che parla della sicurezza, stupri, etc...".
Sai però com'è, quando si vive in periferia le cose non accadono solo in tv ma anche accanto a te, su quella strada che fai tutti i giorni, vicino a quel posto in cui ti appartavi con la tua ragazza visto che non sapevate dove andare a pomiciare, etc...
Sinceramente io me ne frego se chi fa queste cose è romeno, albanese, polacco, algerino, finlandese o italiano, a me importa che non accada. Che esista uno stato in questo cavolo di paese.
Che chi sbaglia paga.
Che un politico che ha rubato o concusso vada direttamente in galera come tutti noi cittadini.
E chi sono loro, cittadini di prima classe e noi cittadini di seconda?
A cosa serve pagare le tasse se non si ha la sicurezza di nulla? Dove è lo Stato? Io qui, nel mio quartiere non lo vedo proprio. Non vedo la polizia in giro.
Vedo però strade da terzo mondo, e ti giuro che se vieni è proprio cosi, ci sono voragini di mezzo metro, e non su una strada, ma proprio dappertutto.
Non vedo sicurezza nel futuro: è da quando lavoro che mi hanno sempre e solo offerto contratti a progetto, che poi chiaramente non sono a progetto visto che lavoro tutti i giorni dalle 9 alle 18 in un preciso posto di lavoro che mi hanno indicato i miei datori di lavoro.
Non vedo sostegno da parte dello Stato: da noi (periferia Romana) grazie a quel fenomeno di Veltroni non esiste più l'edilizia pubblica e i giovani che non hanno una lira visto gli stipendi da fame e il fatto che non hanno un contratto "normale" non possono ovviamente comprare casa. Però devi vedere che bei palazzoni hanno costruito gli amici di Walter! A prezzi assurdi poi.
L'unica strada è emigrare. Germania, Irlanda, Inghilterra, Olanda, Stati Uniti (anche se più difficile se non si è figli di Veltroni!).
Pensa un po' siamo ritornati indietro nel tempo: i nostri bisnonni e nonni sono emigrati per far stare meglio i propri discendenti ed ecco che siamo riusciti a combinare.
Sono un po' amareggiato e scusami se mi sono dilungato. Io insieme a molti amici ho deciso di non votare più.
Non mi sento rappresentato da nessuno e sono ormai completamente disilluso dalla nostra cosiddetta classe politica: gente che non ha mai lavorato e nemmeno studiato sembra a volte con taluni fenomeni politici.
E poi che devo sentire in tv? Un pagliaccio che fa battute su Obama?
Bye bye Italia

Teniamo alti i riflettori su Lampedusa:"siamo sotto assedio con quasi 2000 forze dell'ordine su 5000 abitanti e il numero è destinato a crescere!"

tratto dalla posta del Grillo del 31 gennaio 2009: lettere dalla rete

DA LAMPEDUSA
scritto da M.S.

Buonasera Beppe,
scrivo da Lampedusa dove, da qualche tempo, stiamo protestando contro le decisioni dello stato di imporci una volontà che la popolazione dell'isola rifiuta categoricamente. La protesta è iniziata qualche mese fa per la mancanza di una struttura adeguata per lo studio e l'istruzione dei ragazzi (delle elementari, medie e superiori)... in pratica a Lampedusa mancano le scuole... poi è arrivata la decisione di Maroni, dopo una sua breve e incompleta visita sull'isola, di aprire un centro di identificazione per immigrati in cui resteranno rinchiusi in lager per quasi un anno prima di essere espulsi alcuni e altri mandati in Italia...etc etc... da ormai due settimane la piazza e il comune sono perennemente occupati da sindaci e cittadini per impedire questo crimine nei confronti del popolo lampedusano e degli immigrati che arrivano da altri territori... la situazione è delicata, siamo sotto assedio con quasi 2000 forze dell'ordine su 5000 abitanti... e il numero è destinato a crescere...
Siccome la battaglia si prospetta lunga, ti invitiamo a sostenerci con la tua grande forza...se ti va di approfondire abbiamo un sacco di materiale sia video che foto di tutti i momenti più significativi e già qualcosa è in rete... Facendoti tanti auguri per il tuo impegno quotidiano ti salutiamo calorosamente
saluti da Alcatrz

Vai avanti tu che a me vien da ridere:in un altro paese si parlerebbe delle lune indicate da Di Pietro,qui da noi si processa il dito,non ho parole!!

Il Kamikaze Dominioni (avvocato di famiglia di Berlusconi)

tratto dal blog di Antonio Di Pietro

Son passati ben tre giorni da Piazza Farnese, giorno in cui fui accusato da media e politici, contrariamente al vero, di aver oltraggiato il Presidente della Repubblica. Quel che dovevo ribattere su questa menzogna l'ho già scritto e detto abbondantemente. Non mi ripeterò.

Invito solo i cittadini a leggere i miei articoli di questi giorni, ma soprattutto a guardare i numerosi video del mio intervento in quella piazza presenti in Rete. Ma il professore Oreste Dominioni, che sostiene di "non essere amico di questo o di quel governo", ma che è anche avvocato di famiglia Berlusconi oltre che Presidente dell'Unione delle camere Penali, non è soddisfatto delle evidenze, ed ha deciso di intentare una causa contro il sottoscritto per vilipendio al Capo dello Stato.

Una mossa puramente politica. Nessun uomo di giustizia preparato, ascoltando il mio discorso, avrebbe proceduto in perfetto stile kamikaze. Ma a Dominioni non interessa vincere, ne a lui ne a chi gli ha chiesto di porre in essere la denuncia. Quel che conta è l'articolo a pagina 14 del Corriere della Sera, per la sentenza poi passeranno anni e gli italiani dimenticheranno.

Sono certo che vincero' la causa per tre buone ragioni. La prima perche' non ho mai accusato il Capo dello Stato di essere mafioso, ne' l'ho mai pensato (la registrazione integrale del mio intervento ne sara' la prova).

La seconda perche' nell'aver rispettosamente sostenuto che, a mio avviso, il Capo dello Stato non sempre si sarebbe dimostrato imparziale, ho esercitato un legittimo diritto di critica che la Carta costituzionale garantisce a tutti i cittadini nei confronti di ogni autorita'.

La terza perche', a prova del predetto diritto di critica, portero' in tribunale una copiosa rassegna stampa, di ben piu' ampio spessore, riguardante numerosi casi di critica nei confronti di altri presidenti della Repubblica (tra questi cito Cossiga, Ciampi e soprattutto Scalfaro), senza che nessuno abbia sollevato tale e tanto clamore come quello scatenatosi nei miei confronti solo perche' non sono allineato al sistema e non mi rassegno ad abbassare la testa.

Una cosa, da subito, posso assicurare al professore Dominioni che non chiedero', in alcun modo, che mi sia riservata l'insindacabilita' delle dichiarazioni rese come parlamentare. Se qualcuno vuole il processo, e' bene che ci sia perche' i principi costituzionali, come la liberta' di pensiero e di espressione, vengano riaffermati.

Inoltre, ricordo che le denunce sono come i cerini: una volta accesi devi essere sicuro di non scottarti.

Le gravi responsabilità di chi dovrebbe informare e invece preferisce avallare i giochi del potere che non vuole che si indichi la luna

Il guardaspalle dei carnefici
tratto dal blog di Antonio Di Pietro

Di Piazza Farnese è stato taciuto tutto, ad eccezione dell’inutile. E da oggi è calato il silenzio, la Rete ha zittito le menzogne.

Repubblica ha ricevuto migliaia di commenti di cittadini indignati, l’Unità e Corriere idem. Venti minuti dopo la fine di Piazza Farnese tutta la manifestazione era su You Tube, mentre le redazioni correvano affannate a costruire la loro notizia. Questo non era stato previsto dai direttori dei media.

Nessuno, se non la Rete, ha parlato dell’Associazione Nazionale Vittime di Mafia, nessuno ha riportato le parole di Salvatore Borsellino, di Beppe Lumia, di Sonia Alfano, di Beppe Grillo, nessuno ha riportato i nomi fatti in quella piazza, né dei "cattivi" quali Marcello Dell’Utri, Vittorio Mangano, Angelino Alfano, Cesare Previti, né dei "buoni", Luigi De Magistris, Luigi Apicella, Clementina Forleo. Nessuno ha parlato di mafia, di camorra,’ndrangheta e di finanziamenti europei.
Nessuno ha parlato della luna, solo del dito.

Si è parlato solo delle mie presunte offese a Napolitano, offese che non c’erano, mai esistite. Di critiche invece si, ne ho fatte, e le ribadisco. Così come ne hanno fatte l’85% degli italiani non ritenendolo un buon “custode della Costituzione” (guarda il sondaggio di MicroMega).

La luna ieri si chiamava Piazza Farnese, ma cambia nome ogni giorno.
Oggi sono le intercettazioni che i cittadini vogliono (guarda il sondaggio del Sole24Ore), ma che il Parlamento (senza Italia dei Valori ovviamente) si accinge ad eliminare nei fatti con una legge che cambierà la storia del Paese e lo consegnerà a spacciatori, assassini, bancarottieri, camorristi, corruttori, e politici deviati. Una legge dagli effetti devastanti e di gran lunga peggiori di quelli dell’indulto.

La luna oggi è anche il Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) presieduto da Francesco Rutelli che ha convocato De Magistris per le intercettazioni dell'archivio Genchi predisposte dal pm. Un atto intimidatorio compiuto dall’alto di un’istituzione. Oltre ad essere, il presidente del Copasir, Francesco Rutelli, colui che vorrebbe denunciare De Magistris.

Quante lune e quanti disinformatori ci sono in Italia?

Se è vero che Il Giornale rappresenta la macchietta dell’informazione, da altre testate ci si aspetta la denuncia di simili porcate. Da Il Corriere della Sera, da Repubblica i cittadini si aspettano un’informazione imparziale, almeno vagamente imparziale.

Ho il dovere di ricordare a chi fa informazione che il palo del delinquente in una rapina, il "guardaspalle del carnefice" in una mattanza, ha le stesse responsabilità di chi compie il reato.

venerdì 30 gennaio 2009

Famiglia Cristiana critica il governo: finalmente un giornale coraggioso!!!

COME I "POLLI" DI RENZO

La perdita di due punti del Prodotto interno lordo italiano corrisponderà alla perdita di migliaia di posti di lavoro.

«La domanda che ci poniamo oggi non è se il nostro Governo sia troppo grande o troppo piccolo, ma se funziona: se aiuta le famiglie a trovare lavori con stipendi decenti, cure che possono permettersi, una pensione dignitosa». Parole che avremmo voluto sentire dai nostri politici. Le ha dette, invece, Obama Barack, nuovo presidente Usa, all’inizio del suo mandato. Noi abbiamo smarrito il senso di nazione e il bene comune. Siamo una Paese incredibile, metà fiaba e metà incubo.

Nel giorno in cui Obama chiama gli americani a raccolta per affrontare la sfida colossale dell’economia e della povertà, il nostro presidente rincorre i sondaggi: quanti punti potrebbe perdere con la cessione di Kakà, allettato dalle sirene miliardarie dell’emiro? Preoccupato più di Fiorello che passa a Sky, che del calo di due punti del Pil, il prodotto interno lordo italiano. Ma se vince la sfida calcistico-miliardaria (chi è il presidente del Milan?), elude la crisi: «Due punti in meno di Pil non sono un dramma!». Eurostat smentisce a stretto giro di cifre: il tasso di disoccupazione in Italia salirà all’8,2 per cento, cioè 600 mila posti di lavoro in meno.

«Lo stato dell’economia», prosegue Obama, «richiede azioni coraggiose e rapide, e noi agiremo: non solo per creare nuovi lavori, ma per gettare le fondamenta della crescita». Da noi, questa urgenza non si sente. Siamo alle prese con la comica finale del caso Villari e della Commissione di vigilanza Rai: storie di poltrone e di spartizione di potere televisivo.Ma che c’entrano i politici con la tivù? Abbiamo i Tg più brutti al mondo, a tutte le ore le solite frustre facce di politici a "sputacchiare" insulse dichiarazioni. Ma che tivù è questa? Dove sono le notizie, le inchieste? Che fanno i giornalisti, tengono solo il microfono? Eppure, il canone è stato ritoccato verso l’alto, a noi contribuenti costa di più.

In Germania, i partiti della Grosse koalition trovano l’intesa su un piano anticrisi da 50 miliardi di euro, con 9 miliardi di euro in sgravi fiscali per aziende, persone fisiche, aiuti alle famiglie. Le nostre emergenze? Le intercettazioni telefoniche e un federalismo fiscale dai contorni fumosi e inquietanti, l’ennesimo cavallo di Troia della fantasia padana, un contentino da propaganda, un "ossicino" per tenerli buoni. Sarà federalismo solidale, costerà? Tremonti non dà cifre né risposte.L’Azione cattolica italiana ci riporta alle priorità: «È necessario fornire una risposta immediata, forte, di sostegno materiale e morale, alle famiglie e alle persone che vivono il dramma – privato e sociale – della perdita del posto di lavoro». In tempi eccezionali occorrono misure eccezionali. Con il pieno coinvolgimento di tutte le forze politiche e sociali. In altri termini, un vero e proprio "patto di solidarietà" per il bene del Paese, per varcare il guado, prima che sia troppo tardi. Altro che stucchevoli duetti di insulti e aperture tra Premier e leader dell’opposizione (ammesso che ci sia ancora!).

Quel che è stato fatto contro la crisi è ben poco: più promesse che provvedimenti. Nell’attesa che passi la "nuttata". Ma come? L’84 per cento delle famiglie povere sono rimaste escluse dalla tanto decantata social card.

«In questo Paese, nasciamo e moriamo come una nazione, un popolo. Non cediamo alla tentazione di ricadere nella faziosità, nella chiusura mentale e nell’immaturità che ha avvelenato la nostra politica così a lungo»: sagge parole di Obama. Ma i nostri politici, come i polli di Renzo, continuano a "beccarsi" tra loro.

Italia, la democrazia della corruzione, ma anche dell'indifferenza


In questa Italia del principe, dal Machiavelli ad oggi, descritta così bene dal libro di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato il ritorno del principe, non riesco a non provare un senso di angoscia e frustrazione nel pensare che se continua ad accadere tutto questo è anche per colpa nostra: non riusciamo nemmeno più a vederla la realtà anche se in qualche modo la conosciamo, la percepiamo, eppure non è sufficiente, non basta a smuovere le nostre coscienze scolpite nell'indifferenza e nell'apatia dove la volontà di fare qualcosa per cambiare sembra già, anzi è già, inesorabilmente persa prima ancora che cominci.

Ogni giorno, nella mia quotidianità, mi accade di verificare tutto questo e l’ostacolo più grande alla fine non è tanto informare ma quanto risvegliare le coscienze sopite di noi cittadini, risvegliarne il senso dell’indignazione, capire che lo stato siamo noi, che quello che viene sottratto, rovinato, perduto è di noi tutti e di nessun altro, che il principe non ci considera come dei cittadini ma come tanti sudditi e questo dovrebbe far sollevare la nostra rabbia, la nostra indignazione e invece niente!

Nel nostro piccolo mondo di ogni giorno ci crediamo delle persone libere,confondendo la libertà con il consumismo e questo basta per convincerci che alla fine stiamo bene anche così!

Riporto di seguito l’articolo scritto da Giorgio Boratto sul ritorno del principe tratto dal sito Mentelocale.it:

Uscito in libreria il 27 giugno 2008 il libro, Il ritorno del Principe di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato (Chiarelettere Editore, 368 pp., 15,60 Eu), è stato presentato nella trasmissione televisiva di Corrado Augias, Storie, il giorno 17 ottobre. È così che io ho avuto modo di conoscerlo e quindi di leggerlo.
La mafiosità, quel comportamento diffuso specialmente qui in Italia, pare essere una componente costitutiva del potere: il richiamo al Principe di Macchiavelli, per cui ogni mezzo è lecito per l’esercizio del potere, è senza dubbio pregnante; quale democrazia può svilupparsi con questa premessa? Trame, corruzione, criminalità, ecc. costituiscono quel tessuto per cui in Italia, il potere politico e quello mafioso diventano lo stesso gioco.

Il Principe segna la storia politica italiana raffigurando la componente più antica del modo di farla: oltre che in termini legittimi anche in forme criminali, quali la corruzione, lo stragismo e la mafia. Il libro risulta una lunga riflessione sul declino della nostra civiltà. Alle innumerevoli domande, poste come artificio per chiarire la regressione della nostra classe dirigente, gli autori forniscono risposte precise: il dilagare dell’illegalità, che produce un senso di solitudine nei cittadini con la conseguente disgregazione della società, come la predazione delle risorse destinate allo stato sociale e allo sviluppo, riducono lo Stato sempre più esposto alle involuzioni illiberali e autoritarie.
Gli autori del libro inchiesta, Il ritorno del Principe, sono Saverio Lodato, giornalista e scrittore, che lavora per L'Unità, e Roberto Scarpinato, procuratore aggiunto presso la Procura antimafia di Palermo, dove dirige il Dipartimento Mafia-economia. Quest’ultimo è stato anche Pubblico Ministero al processo Andreotti.

Il libro nasce dall’esperienza vissuta dai due autori nelle loro professioni, dove hanno avuto modo di mettersi in contatto con una realtà del nostro paese fatta di processi, cronache criminali e altre situazioni delittuose i cui confini sembrano dissolversi. La particolarità della Storia politica italiana è l’inestricabile intreccio tra il potere politico e la criminalità. Già all’inizio del libro si ricorda che vediamo solo quanto la nostra mente ci consente di vedere, così siamo cechi di fronte al fenomeno più importante delle nostre vite: il reale funzionamento della macchina del potere. Quello stesso potere si nasconde con il fine di perpetuarsi… «Il trono si conquista con le spade e i cannoni, ma si conserva con i dogmi e le superstizioni»: così sosteneva il Cardinal Mazzarino, uno dei più raffinati costruttori di potere dell’occidente.
Per l’Italia si può sostenere, leggendo il libro, che un fascismo mascherato da democrazia continui uno stesso potere esercitato con la corruzione e il ricatto. In Italia, a differenza di altri paesi europei, i furbi e i violenti continuano a trovare consensi.

Roberto Scarpinato in una sua precedente presentazione del libro, affermava che con il suo mestiere di magistrato ha dovuto prendere atto che «il mondo degli assassini comunica con mille porte girevoli con le persone normali, con i tanti sepolcri imbiancati che occupano la scena… gli assassini, con i loro volti truci, molto spesso sono persone come noi che frequentano gli stessi salotti e le stesse chiese delle vittime… così abbiamo il dio dei dittatori e il dio degli oppressi, il dio dei corruttori e il dio dei poveri cristi, il dio dei mafiosi e il dio degli antimafiosi… così sono tutti bravi cristiani e in pace con loro stessi».
In Italia vediamo come chi incappa nelle maglie della giustizia continua poi a frequentare gli stessi ambienti. La stessa gente non esita poi a licenziare e a bollare come ladri e farabutti gli altri, mentre si autoassolve in nome di una appartenenza ad una classe sociale superiore: sono senza vergogna.

Saverio Lodato da parte sua, con la sua trentennale cronaca, fatta per L’Unità, di quello che succedeva in Sicilia, ha compreso che in Italia il giornalista non è pagato per capire e ragionare sui fatti ignoti e misteriosi, ma per descrivere quello che appare; di assecondare il potere, fiutando dove tira il vento, coprendo la quotidianità: così viene sottratto il diritto alla verità, scippata la possibilità di capire, negando un fondamentale principio di democrazia. La Sicilia è un osservatorio particolare da dove parte in Italia la diffusione del fascismo mafioso. Il potere politico non è indifferente, anzi… la mattanza che si svolge in Sicilia dal 1944 al 1966 è emblematica degli intrecci del potere politico con la mafia: dalla strage di Portella della Ginestra all’assassinio dei sindacalisti Salvatore Carnevale e Carmelo Battaglia, è tutto un cammino preparatorio alla costituzione di una democrazia della corruzione.
Un libro da leggere per comprendere cosa è successo e sta succedendo in Italia; un libro che ci aiuta a vedere e quindi a reagire affinché si possa cambiare la storia.
La nostra Storia: quello che c’è dietro alla Gomorra di oggi e ancora prima.


giovedì 29 gennaio 2009

Per scoprire quanto spende la Rai per le fiction bisogna andare a leggere la stampa estera: altro che investimenti in cultura,si investe in amichette!

I media italiani prendono un "buco" da 400 milioni di dollari. Non è un crack economico, ma una notizia mancata. Per scoprire quanto spende per le fiction la tv di stato bisogna andare all'estero.


C'è un gruppo di italiani sempre più nutrito che rivive il sapore degli anni '40 in un'atmosfera mediatica intrisa di vintage e nostalgia, e si informa sull'Italia leggendo cose scritte all'estero.
Come facevano i nostri nonni ascoltando di nascosto nelle cantine Radio Londra sotto l'occupazione nazista, sono molte le persone che aggirano l'informazione di regime leggendo gli articoli sull'Italia tradotti da "Internazionale", e consultando gli spazi della rete dedicati allo sguardo della stampa estera su quello che accade nello stivale.

Solo così si riescono a scoprire informazioni che il regime nasconde accuratamente dietro gli sbuffi dell'Annunziata o dietro i deliri di Petruccioli. Come l'articolo della rivista statunitense "Variety" sui costi delle fiction Rai, snobbato dalle nostre rassegne stampa ma tradotto e ripreso dai coraggiosi volontari di italiadallestero.info.

Leggendo l'articolo di Nick Vivarelli riportato su italiadallestero, troviamo i dettagli più succulenti del piano di produzione Rai presentato al consiglio d'amministrazione, e si scopre che "la televisione pubblica italiana sta pianificando di immettere quest'anno la notevole cifra di 400 milioni di dollari nella produzione di fiction nazionali", nonostante la Tv di Stato sia costretta dalla crisi a "tagliare i costi di almeno 150 milioni di dollari nel 2009, secondo il presidente Claudio Petruccioli".

Anche in periodo di crisi, se manca il pane il circo non può mancare: i politici da Berlusconi in giù hanno bisogno di spazi televisivi dove piazzare le loro protette e il popolo ha bisogno del suo oppio televisivo, una droga mentale fatta di "incantesimi", revisionismi biografici su Papa Pio XII già annunciati per il futurio e l'immancabile Don Matteo che ci fa rimpiangere i tempi in cui Terence Hill menava botte da orbi.

L'articolo non è una denuncia degli sprechi, ma una velata lamentela di Hollywood: "l'investimento sui prodotti americani è già scarso in RAI", come a dire che le fiction si potrebbero comprare all'estero già belle e pronte. Ciò nonostante, è una informazione doppiamente utile, sia perchè assente dai nostri teatrini mediatici, sia perchè ci permette di esercitare il diritto sacrosanto di sapere quali sono le politiche culturali e televisive realizzate a nome nostro da funzionari pagati con i soldi pubblici e tenuti a guinzaglio dai poteri politici.

Di fronte a tutto questo torna di attualità la campagna "informazione pulita", che chiede l'elezione pubblica, trasparente e diretta del Consiglio di Amministrazione Rai, per metterci dentro educatori, artisti, scrittori e rappresentanti del mondo della cultura eletti dai cittadini, che saprebbero creare una offerta televisiva capace di sviluppare l'intelligenza dello spettatore anziche' insultarla.

Per scoprire gli assurdi sprechi di chi chiede "di tutto, di più" solo per gestire denari e favori mentre il pubblico rincitrullisce, l'informazione commerciale non mi è servita a nulla. La chiave d'accesso è stata italiadallestero.info, dove un gruppo di italiani residenti all'estero e provenienti dagli ambienti più disparati si sono organizzati per offire uno "specchio telematico" pubblico e gratuito dove poterci osservare nel riflesso della stampa estera, e il paese che appare in questo specchio è molto diverso da quello che troviamo sulle cronache tricolori.

Tra i redattori e i traduttori di questo sito c'è gente che fa ricerca scientifica in fisica, biochimica, oncologia, aerodinamica dei propulsori, e vive in Svizzera, Usa, Germania, Svezia, Danimarca, ma anche precari, insegnanti e freelance che vivono in Italia e sono allergici al cronico provincialismo dei nostri media.

Sfogliando i loro profili mi ha colpito molto una affermazione di Alessandro Marinoni, che coordina il gruppo di traduttori dal francese, vive in Svizzera e tiene sott'occhio la stampa elvetica, francese e canadese. Il suo impegno volontario su quel sito è mirato a "dare la possibilità a coloro che non parlano una lingua straniera di poter accedere a quel tipo di giornalismo che ormai in Italia sta lentamente ma inesorabilmente scomparendo".

Si conferma ciò che ho sempre saputo: i pezzi di buon giornalismo in Italia sono a rischio di estinzione come i panda, e fortunatamente c'è chi tenta di preservarne qualche esemplare anche in condizioni di cattività. Onore al merito a questa WWF dell'informazione.

L'articolo tradotto - L'articolo originale

Per contattare gli autori:
carlo@gubi.it - www.giornalismi.info/gubi
mauro.biani@gmail.com - maurobiani.splinder.com

Votiamo tutti il sondaggio su Micromega-online: "Napolitano custode della Costituzione? "

su Micromega-online è stato aperto un sondaggio:

Napolitano custode della Costituzione?

"Ritenete che in questi due anni e mezzo il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si sia comportato come “custode della Costituzione”, in modo imparziale?"

Votiamo il sondaggio in tanti, così vediamo come la pensano gli italiani sul comportamento di Napolitano come custode della Costituzione!

mercoledì 28 gennaio 2009

Ma perché mi stupisco sempre della disinformazione attuata dai media,ormai dovrei saperlo eppure tanta faccia di bronzo mi sorprende sempre!

...lo so, è colpa mia, quando una si fa del male da sola non può che biasimarsi, ma mi sono detta per stavolta guardo il tg, il tg3 per l'esattezza, l'unico minimamente guardabile o comunque il meno vomitevole...comunque alle 19:00 di questa sera accendo la TV e aspetto di sentire i titoli delle principali notizie per vedere se e come daranno la notizia circa la manifestazione che si è tenuta a Roma oggi in solidarietà del dottor Apicella e promossa dai famigliari delle vittime di mafia...comunque all'apertura del tg, tra i titoli delle notizie principali, viene data la notizia, come al solito la disinformazione è sempre all'opera nella televisione del consenso, raccontando che Di Pietro durante la manifestazione, parlando sul palco, ha offeso il Capo dello Stato e la notizia proseguiva con lo sdegno nei suoi confronti di Schifani, di Veltroni e del Quirinale...giuro, non ho parole, non è vero niente, Di Pietro non ha mai e dico mai offeso il Capo dello Stato, ma come al solito la verità nel nostro paese ormai è un'utopia e come al solito si parla del dito ignorando completamente la luna.
In un paese democratico una vera informazione pubblica condotta da giornalisti veri si sarebbe preoccupata di raccontare, al di là dei pensieri espressi dai politici di turno, la semplice e pura realtà dei fatti, facendo così la differenza tra un paese libero e un paese, come il nostro, tenuto al guinzaglio con la disinformazione o addirittura senza nemmeno avere il sentore della notizia, perché se la notizia non viene raccontanta è come se il fatto non fosse nemmeno avvenuto.
E' un vero schifo, uno scandalo, una vergogna...la televisione è il braccio destro e sinistro del potere e pur di non perdere privilegi, poltrone e stipendi continuano a disinformare continuando a parlare a quella parte d'Italia che non ha modo, per diversi motivi, di poter conoscere la reale e triste condizione del nostro povero paese e della sua democrazia.

martedì 27 gennaio 2009

Rutelli-Guzzanti nel 2001 ci raccontava di un paese che è uguale a quello di oggi,che non è di nè di destra nè di sinistra,ma è tutto di Berlusconi

Altro che opposizione, la sinistra ha lavorato sempre per Berlusconi...come diceva Rutelli-Guzzanti nella puntata dell'ottavo nano del 2001 "Berluscò ricordati degli amici, ricordati di chi t'ha voluto bene!"

Europee: Camilleri lancia partito dei senza partito

Mettiamo in campo i nostri anticorpi, tutti insieme potremo sconfiggere il cancro che sta dilaniando la parte sana, onesta e laboriosa del nostro paese!!!



Andrea Camilleri

(AGI) - Roma, 27 gen. - Una lista della societa' civile affiancata all'Italia dei valori per le prossime elezioni europee. La propone lo scrittore Andrea Camilleri, attraverso la costruzione di una lista con due simboli, che realizzi una alleanza tra i "cittadini senza partito" e l'Italia dei valori di Antonio Di Pietro.

La proposta viene avanzata in una tavola rotonda che verra' pubblicata sul prossimo numero di MicroMega, a cui hanno partecipato Andrea Camilleri, Antonio Di Pietro e Paolo Flores d'Arcais. Per il padre del commissario Montalbano: "Bisogna stringere una alleanza tra persone che non hanno 'le carte macchiate' e cioe' che siano oneste, con la fedina penale pulita, che non abbiano mai fatto politica e si decidano a farla in questa situazione d'emergenza. Il centro-sinistra, cosi' come e' organizzato, e' minimamente in grado di fare una seria opposizione e Di Pietro rappresenta l'unica vera opposizione. Allora cosa bisogna fare per evitare un disastro? Ove non si voglia frazionare ulteriormente l'opposizione, ci vuole una lista che, pur rappresentando i senza partito, sia in qualche modo legata a un partito gia' esistente, il piu' vicino agli ideali, e non agli interessi, di coloro che compongono la 'lista dei senza partito'".

Di Pietro si dice disponibile ad aprire le proprie liste a esponenti della societa' civile "fino al 70-75 per cento" e a valutare anche la possibilita' di modificare il proprio simbolo, a condizione di non cederne la titolarita' a terzi. Secondo Camilleri, "il milione di firme raccolto da Di Pietro contro il lodo Alfano, dimostra che un'opposizione diffusa e latente c'e' gia'.Per ora la cosa migliore da fare e' quella di continuare a confrontarsi senza perdere di vista l'obiettivo. Non si puo' essere pessimisti, altrimenti e' meglio giocare alla roulette russa".