No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete più voluto sapere…”.

partigiano Giacomo Ulivi, da: ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana


Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo
Evelyn Beatrice Hall, The Friends Of Voltaire


IL POPOLO CHE DICE BASTA

mercoledì 1 luglio 2009

Dalla stampa estera: Le pericolose amicizie di Papi

di MIGUEL MORA - El País (traduzione dallo spagnolo di José F. Padova) - 28 giugno 2009
(da libera cittadinanza)

L’anfitrione del vertice del G8 in Italia cerca di sdrammatizzare alcune accuse che avrebbero forzato molti politici alle dimissioni

Una studentessa di Napoli cui fece la corte quando era minore d’età (Noemi Letizia), un imprenditore carrierista di Bari che procurava ragazze e cocaina alle feste VIP (Giampaolo Tarantini), una prostituta quarantenne che lavora sempre armata di registratore (Patrizia D’Addario), una velina di 23 anni che dice di lavorare come ragazza immagine (Barbara Montereale), entrambe convertite in candidate nella lista elettorale “La Puglia Davanti a Tutto” dopo aver passato un paio di notti a casa sua, un giovanotto multiuso chiamato Alessandro Mannarini che registra le feste col portatile e un avvocato personale (Niccolò Ghedini) che cerca di scagionare il suo potente cliente dicendo che era soltanto l’ “utilizzatore finale” (delle prostitute). È questa, a grandi linee, la lista delle amicizie pericolose con le quali il primo ministro italiano ha passato i suoi periodi di ozio negli ultimi mesi.

“Sono un mattatore, un conquistatore. Ma sono fatto così e gli italiani mi vogliono così”.

Se si dimettesse perderebbe l’immunità che la carica gli garantisce.

In soli 12 giorni il magnate e geniale trasformista milanese dimenticherà questo elenco sudicio [ndt.: traduco così sureño = meridionale, di persona del sud] per ricevere 27 leader e capi di governo al vertice del G8, che deve porre le nuove basi che regoleranno un’economia globale immersa nella recessione più profonda dal 1929.

Così vanno le cose in Berluscolandia. Il PIL si ridurrà quest’anno del 5,5%, il deficit pubblico galoppa verso il 5%, il debito pubblico va alle stelle, il reddito pro capite si pone al disotto di quello spagnolo, eppure quasi nessuno parla di questo. E se parla, Berlusconi gli dice “si tappi la bocca”.

“Bisogna consumare e far tacere i catastrofismi, gli organi internazionali devono smettere di pubblicare dati negativi che producono panico. La crisi è soltanto psicologica”, ha affermato venerdì scorso il primo ministro.

Senza dubbio ha ragione. Parlare di queste cose non fa altro che danni. La gente vuole vivere tranquilla, guardare la televisione, evadere dalla realtà, parlare delle veline, di tutto questo esercito di ragazze disposte a farsi palpare da un sultano di 73 anni in cambio di una esibizione in Mediaste o alla RAI.

Emilio Fede, amico del cuore, compagno di bagordi sardi e milanesi del primo ministro e presentatore del telegiornale di Rete 4, di Sua proprietà, ha dichiarato questa settimana al Corriere della Sera che per l’ufficio del personale di Mediaset in questi anni sono passate 47.000 persone (veline e velini) per fare casting.

Si è scritto che l’Italia era così cinquant’anni fa, quando Anna Magnani in Bellissima (Luchino Visconti, 1951) si sottoponeva a ogni tipo di umiliazione per procurare a sua figlia una parte nel cinema. Si è ricordato che, dall’antica Roma e prima ancora, il potere sempre si è servito di nani, maschiette e cantanti per fare dimenticare le tensioni del governare. Il critico d’arte e filosofo Vittorio Sgarbi, addirittura, ha scritto in questi giorni: “Berlusconi si fotte tutte queste ragazze a nome di tutti gli italiani e questi lo devono ringraziare, perché per governare bene bisogna fottere bene”.

Ciò che sembra sicuro è che in un Paese più o meno normale questa storia di sesso, potere, maschilismo, dominio, narcisismo costrittivo ed eterna gioventù sarebbe finita già da diverse settimane con una mozione di censura, le dimissioni o forse in un discreto esilio su aereo privato. Nulla di questo è accaduto, al contrario, molti italiani sembrano tollerare le avventure dell’imperatore con una compostezza e disinvoltura ammirevoli.

Lo stesso Papi ha segnalato in questi giorni, non si sa se in pieno delirio di megalomania o se in risposta al prudente cardinale che reclamava da lui coerenza: “Non penso di cambiare e non mi pento di nulla. Sono un mattatore, un conquistatore. Forse qualche invitato era sbagliato e ha sbagliato invitandone altri. Ma io sono fatto così e gli italiani mi vogliono così. Ho il 61% di preferenze. Sentono che sono buono, sincero, generoso, leale e che mantengo le promesse”.

Un uomo d’onore, dunque. Magari si riferiva a questo. O forse, quando uno non può o non deve dire la verità, scherzare è l’unica via d’uscita possibile. “Non c’è un modo più positivo di reagire alle calunnie”, spiega il sultano. Così che quando vede all’opera alcuni operai a L’Aquila, la sede del prossimo G8, si avvicina loro e li infilza: “Vedo che qui siamo in molti compari, adesso porto io le veline e le minorenni”.

C’è modo e modo per affrontare questa faccenda che appassiona i giornali, benché le televisioni sottomesse al primo ministro (sei di sette canali) cerchino di nasconderla a tutti i costi. Il fatto è che autocritica e sconfitta non vanno d’accordo con Berlusconi. E arrendersi e dimettersi sono verbi che in Italia si coniugano ben poco.

Nel suo caso, per di più, rinunciare alla carica è perdere il tesoro più prezioso: l’immunità che gli dà il Lodo Alfano, la legge che impedisce di processare le quattro alte istanze dello Stato. E già si sa come sono i giudici. Il 19 giugno, mentre tutti parlavano delle amichette di Berlusconi, il suo compagno del cuore, Marcello Dell’Utri, si presentava alla terza udienza del giudizio d’appello, nel quale si difende dall’aver fondato Forza Italia in collaborazione con la mafia siciliana.

Dell’Utri fu condannato a nove anni di carcere nel 2004 per associazione mafiosa esterna. La sentenza affermava: “È provato che Dell’Utri ha promesso alla mafia precisi vantaggi nel campo politico ed è provato che, in cambio, la mafia, in applicazione di questa promessa, si impegnò a [far] votare per Forza Italia nella prima consultazione elettorale e anche in seguito”.

Forse per questo motivo in Berluscolandia la consegna del momento è di sdrammatizzare. E una buona faccenda di gonnelle – se si dimentica il piccolo dettaglio delle minorenni – ha certamente miglior smercio di un affare di mafia. “Si, va bene, si tirerà fuori tutto quello che si muove sotto, però è la sua vita privata, che cavolo ve ne importa di questo a voialtri, vi siete trasformati in un giornale di pettegolezzi”, diceva l’altra sera a una festa romana un veterano ex pilota di Alitalia.

Quello che non si vede non esiste. Il brutto è che molti italiani hanno già visto alcune cose, senza dubbio meno degli spagnoli o dei britannici e sicuramente meno forti di ciò che potranno vedere. Ma se tutto è psicologico, come lo è la sua mania per le donne giovani, ogni volta più donne e ogni volta più giovani, la domanda è: perché gli italiani non reagiscono?

Un motivo possibile è che continuano a non avere opposizione. Il congresso del PD si svolgerà l’11 ottobre e al momento i riformisti sono in costruzione, senza leader e senza rotta: brutto momento per andare a elezioni anticipate.

Un altro motivo è che, essendo il Popolo della Libertà, come dice Giovanni Sartori, una “grande mangiatoia nella quale tutti si rimpinzano grazie al Padrone”, il dissenso interno è incipiente, ma tuttavia al minimo. Se diamo ascolto al carismatico e canterino condottiere non c’è un’alternativa di potere, forse è meglio fare come se non succedesse niente e sopportare lo strappo. L’agonia potrebbe essere lunga.

Non sarà facile, anche se la società italiana pare essere realmente addormentata, aliena dallo stupore che agita le cancellerie. Il silenzio fragoroso degli intellettuali in un Paese che è stato all'avanguardia culturale dell'occidente si spiega, secondo il sacerdote Filippo di Giacomo, con il fatto che "quelli che non prendono soldi da Mondadori o da Mediaste [aziende di Berlusconi] sono intossicati dal denaro, dalla vanità e dallo scetticismo". L'assenza di risposte da parte della gerarchia clericale all'emergenza morale scandalizza maggiormente gli stessi cattolici e gli stranieri più che molti italiani, tanto elastici quanto lo sono i loro vescovi.

È poi c'è l'incomprensibile paralisi delle donne, che l'attrice e attivista italiana di origine somala Shukri Said immagina stiano "minimizzando l'affare di papi e invidiando le veline sotto le lampade a raggi UV".

In Salò o in 120 giorni di Sodoma, l'ultima pellicola di Pasolini, ricorda la Said, “ il film racconta con la massima accuratezza come il potere si distanzi dall'umanità, trasformandola in oggetto, e come il sesso abbia un terribile ruolo metaforico in questa mutazione. Pasolini denunciò la mercificazione dei corpi come metafora dell'essenza intima del potere nella società del consumismo capitalista (l'utilizzatore finale, il consumatore finale). Violenza, umiliazione, totale convincimento di impunità. Adesso sta accadendo nella realtà".

Non tutti tacciono, senza dubbio. Un piccolo gruppo di professoresse universitarie ha lanciato questa settimana, attraverso la rivista MicroMega, un appello che chiama le prime donne del G8 a non correre con i loro mariti in Italia, in segno di protesta per il trattamento indegno che Berlusconi riserva alle donne nella "sfera privata e pubblica". Per il momento l'iniziativa ha avuto la sua eco e ieri aveva raccolto 8.500 firme, fra le quali quelle di prestigiose scienziate e intellettuali. La prima donna mondiale, Micelle Obama, ha versato un secchio di acqua fredda sull'iniziativa annunciando che verrà, e per di più con le sue due figlie: la famiglia Obama avrà un'udienza privata con il Papa in Vaticano il 10 luglio, al termine del G8.

La risposta molle delle donne italiane, prima combattive e oggi in letargo, riflette la demoralizzazione e il decadimento generale. Convertite in oggetti di iniquità dall'utilizzatore finale, molte donne tacciono e accondiscendono. "Se le mamme non soltanto non reagiscono ma addirittura collaborano con questo stato di cose, chi salverà l'Italia?", si chiede Said.

La storia incominciò con il breve corso politico organizzato da Berlusconi per le veline nella sede del PDL, prima delle elezioni europee. Continuò con il Noemigate, che rivelò come Berlusconi abbia corteggiato e invitato a un paio di feste e a passare il fine anno nella sua casa sarda una giovane di 17 anni (con una amica, Roberta O., della sua stessa età e della quale da allora nessuno sa più nulla di certo).

Passando per i voli di Stato sui quali viaggiavano cantanti, ballerine di flamenco e prostitute, arrivarono le visite della meretrice Patrizia D’Addario e della ragazza-immagine Barbara Montereale all’harem di Palazzo Grazioli.

Due mesi dopo, benché pochi italiani lo dicano in pubblico, non vi è dubbio che il Papigate sta avendo il suo costo. Da allora, Berlusconi ha mentito numerose volte. E qualcosa ha incominciato a cambiare. L'altro giorno, un servizio in diretta di un telegiornale della Rai è stato disturbato da un gruppo di studenti che gridava: "Berlusconi pedofilo". Appartenevano a Comunione e Liberazione.

Berlusconi ha cercato di tirar fuori cifre e sondaggi per attestare l'appoggio degli italiani. Però esse risultano completamente irreali. È certo che ha vinto le elezioni europee con il 35% dei voti e che ha guadagnato molto terreno sulla sinistra in quelle locali. Tuttavia la realtà è molto lontana dal 72% di popolarità che attestava a sé medesimo - senza indicare di che il sondaggio - alcune settimane fa. E venerdì il solito Berlusconi ridusse questo appoggio al 61%, sempre senza prove: 11 punti in meno in due settimane. C'è di più: le europee dimostrano che per ogni 100 elettori un terzo non ha votato. Di questo 66% di elettori Berlusconi ha ottenuto il 35% dei voti. Se a questo togliamo almeno un 5% di votanti della vecchia AN che votano PDL ma non lo digeriscono, il risultato è che di ogni 100 italiani di maggiore età Berlusconi raccoglie soltanto un 20% di consensi. Uno ogni cinque. Sarà questo l'indizio che il finale si avvicina?

Un essere vulnerabile”
Secondo quanto ha scritto Giuseppe D'Avanzo questa settimana su La Repubblica, “ le parole, le testimonianze incrociate, le immagini, i documenti sonori non possono ormai confondere ciò che teniamo sotto gli occhi. Quello che la signora Lario ha chiamato «infermità», l'effetto distruttivo di un narcisismo terrorizzato dalla vecchiaia, un'autostima che esige sempre, ogni volta di più, l'ammirazione riservata alla gioventù e al fascino, trasformano il capo del governo e l'autorità della sua carica in un essere vulnerabile e gravemente indifeso”.

È tuttavia: "C’è un fondo di onnipotenza nei suoi comportamenti, come se ogni azione gli fosse consentita. È circondato da prosseneti che ottengono vantaggi personali trovando per lui in ogni angolo d'Italia ragazze sempre nuove, sempre più giovani, sempre più maliziose e impudiche, sostenute per il momento nella loro cinica ambizione da parte delle loro famiglie, da mammà e papà. Vogliono uno sbocco, dovunque, in televisione o in politica. Il primo ministro se le può concedere con una telefonata, se vuole. Lo tengono sotto pressione, lo pretendono. È il quadro che ha schizzato Veronica Lario".

Ciò che ha detto Lario è questo: "Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno a fianco che facciano la medesima cosa, come si farebbe con una persona che non sta bene. È stato tutto inutile" (La Repubblica, 3 maggio). Chissà che non lo sia stato.

I personaggi chiave dello scandalo

- Veronica Lario. Moglie di Berlusconi, dal quale si sta separando. “ Ho cercato di aiutarlo, ho implorato quelli che gli stanno a fianco di fare la stessa cosa. È stato tutto inutile".

- Patrizia D’Addario. La prima donna che ha parlato. Prostituta di 42 anni. Dice di aver ricevuto 1000 euro per andare a una festa che pareva un «harem», con 20 ragazzotte e Berlusconi.

- Noemi Letizia. L'inizio dello scandalo. Berlusconi era presente alla festa di compleanno di questa giovane (per i 18 anni) con una collana di € 6000 come regalo. In seguito lei disse che lo chiamava Papi.

- Barbara Montereale. Andava alle feste del primo ministro. Ha dichiarato davanti agli inquirenti giudiziari che nel 2008 ricevette € 10.000 in dono. La sua automobile è stata incendiata giovedì scorso.

- Niccolò Ghedini. Avvocato di Berlusconi. Afferma che, benché le ragazze da case chiuse [ndt.: nel testo: alterne - In Spagna le case di appuntamento vengono chiamate più volgarmente “Puticlub” o ufficialmente “Clubs de Alterne” e sono riconoscibili di notte per le folgoranti luci al nèon - http://www.viverevalencia.net/tag/clubs-de-alterne] che andavano alle feste prendessero soldi, il primo ministro era soltanto l'utilizzatore finale, per cui non vi sarebbe rilevanza giudiziaria.

- Giampaolo Tarantini. Imprenditore. Frequentava Berlusconi in Sardegna. Accusato dai pubblici ministeri di fare affari nella sanità pubblica con bustarelle e di reclutare meretrici per Papi.

TESTO ORIGINALE:

http://www.elpais.com/articulo/internacional/peligrosas/amistades/Papi/elpepuint/20090628elpepiint_7/Tes

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