Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe

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Sogno di un paese dove parole come cultura, leggi, rispetto, uguaglianza, civiltà, umanità e pietà non siano soltanto delle belle ma purtroppo inutili parole ma rappresentino invece le basi di un popolo che ha fatto di quel sogno, di quello stupendo sogno che si chiama Costituzione Italiana, le sue fondamenta.

"C'è un equivoco di fondo. Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose, se non viene giudicato colpevole dalla magistratura, è un uomo onesto. No! La magistratura può fare solo accertamenti di carattere giudiziale. Le istituzioni hanno il dovere di estromettere gli uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali". Paolo Borsellino da "Lezione sulla mafia" del 1989

"Il nostro è un Paese senza memoria e senza verità"
Pier Paolo Pasolini

giovedì 16 luglio 2009

Chiacchiere e distintivo - di Oliviero Beha

olivernet | Oliviero Beha da l'AnteFatto

16 luglio 2009


Dovremmo ringraziare comunque Beppe Grillo, qualunque opinione si abbia su di lui, per la trovata della richiesta di partecipazione alle primarie del PD. Naturalmente e prevedibilmente bocciata. Proprio per quello che dice il modo e il nocciolo di tale bocciatura. La risposta e le motivazioni in punta di regolamento interno fanno pensare infatti alla indimenticabile scena de “Gli intoccabili”, di quando Al Capone/De Niro ripete al poliziotto che lo arresta “Sei solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo”. Il punto non è chi sia Al Capone tra Grillo e Bersani, o Franceschini, o il vertice del PD, bensì quelle “chiacchiere e distintivo” adoperate contro Grillo e a questo punto contro chiunque. Certamente anche contro di me, per esempio, che scrivo questa nota, se intendessi candidarmi alle primarie. La risposta a Grillo, nella forma e quindi nella sostanza, ci sta dicendo con chiarezza ciò che temo in molti pensiamo.

“Non vogliamo mollare, siamo qui da troppo tempo per non attendere da posizioni di potere il crollo di Berlusconi o anche solo convivere con lui e i suoi come azionisti di minoranza, senza fastidi di qualunque sorta da parte della società civile o incivile che sia, della Serracchiani, di Marino, di Grillo, della base sempre più ristretta di militanti/tesserati/ elettori. Sì, in realtà sappiamo bene che l’Azienda Italia, il sistema-paese del cui Consiglio di Amministrazione facciamo parte in differenti posizioni ormai da una generazione, è un’Azienda in bancarotta. Ma meglio essere nel CdA comunque, con tutti i privilegi che ne derivano, che lottare per la vita e la vita del Paese come fanno quasi tutti gli altri. Quindi non molleremo, né creeremo le condizioni per un ricambio del vertice se non in qualità di prestanome nostri. In fondo ce lo siamo meritato, veniamo da lontano, abbiamo letto Gramsci, abbiamo lottato e poi oggi rivalutato Craxi ecc. Altro che Grillo!Firmato: il vertice del PD”. Chiacchiere e distintivo, mentre il livello della palude sale.

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