Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe

.

Sogno di un paese dove parole come cultura, leggi, rispetto, uguaglianza, civiltà, umanità e pietà non siano soltanto delle belle ma purtroppo inutili parole ma rappresentino invece le basi di un popolo che ha fatto di quel sogno, di quello stupendo sogno che si chiama Costituzione Italiana, le sue fondamenta.

"C'è un equivoco di fondo. Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose, se non viene giudicato colpevole dalla magistratura, è un uomo onesto. No! La magistratura può fare solo accertamenti di carattere giudiziale. Le istituzioni hanno il dovere di estromettere gli uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali". Paolo Borsellino da "Lezione sulla mafia" del 1989

"Il nostro è un Paese senza memoria e senza verità"
Pier Paolo Pasolini

venerdì 31 ottobre 2008

Questa è l'Italia che amo, l'Italia dei valori, l'Italia di Calamandrei: grazie a tutto il mondo della scuola per averci risvegliato! Vi voglio bene!!


Un paese che si ribella e riscopre l’impegno

Articolo tratto da Micromega-online

"Una goccia nell'Onda" di Gaia Benzi

Che sarebbe stata una grande manifestazione, lo sapevano tutti. Che sarebbe stata immensa, invece, lo si sperava, ma nessuno ci avrebbe messo la mano sul fuoco.

Invece è stata epica, sconfinata, madornale. E lo dico con tutta la parzialità della partecipante. Quando gli universitari hanno raggiunto Termini, alle undici e mezza, la testa del corteo era a piazza del Popolo già da un'ora; e noi avremmo impiegato un'altra mezz'ora abbondante prima di imboccare via Cavour.

Avevamo in programma di distaccarci comunque dallo spezzone dei sindacati, ma anche qualora avessimo voluto accodarci del tutto non avremmo potuto, tanta era la gente. Incredibile, chi non l'ha visto non può immaginare.

E' come se Roma intera fosse scesa per le strade e avesse inondato ogni cosa, avesse riempito ogni vicolo, ogni slargo di grida, colori, di rabbia e indignazione e voglia di lottare.


E riporto con orgoglio la generale serenità di tutti noi: forti del numero e delle nostre convinzioni, abbiamo sfilato guardandoci intorno, ma senza ansia. Piazza Navona sembrava un episodio di un'altra epoca, di un altro mondo; nulla a che vedere con la grande prova di responsabilità, di pacifismo, di maturità e coscienza civica che abbiamo dato oggi. Nel nostro essere presenti, nel nostro stare lì a ribadire il diritto di ciascuno di noi ad essere parte attiva della società civile, della democrazia italiana, del dibattito politico e culturale di questo paese, abbiamo dimostrato a tutti quelli che volevano intimidirci che la forza della ragione, quando è consapevole di sé stessa, non ha rivali che riescano a fermarla.

Chiacchierando con una giornalista, ieri, mi ero sentita dire, un po' stupita: "Voi siete la più grande forza riformista presente in questo momento nel panorama italiano. E' bene che ve ne rendiate conto". Lusingata, ma confusa, lì per lì non avevo colto le radici di quest'affermazione.

Oggi, invece, ripensando alle ore spese a fianco di bambini, genitori, insegnanti, precari, lavoratori e studenti come noi, mi trovo a pensare che forse aveva ragione. Forse è così, forse potremmo rappresentare per l'Italia una speranza, la speranza che, spinti da necessità reali, la si smetta di fare di politica propaganda e si ritorni a discutere attorno a un tavolo per trovare delle soluzioni.


Non si è risvegliata soltanto una generazione: noi giovani ci stiamo portando appresso le nostre famiglie, i nostri cugini, i vicini di casa, i nostri padri e le nostre madri, i disillusi di una volta e gli assopiti di ieri, e li stiamo trascinando alla riscoperta della bellezza dell'impegno attivo. Una bellezza semplice, come semplici sono i diritti che stiamo rivendicando. E improvvisamente casa, lavoro, giustizia, istruzione, non sono più cose che dovremmo avere, ma cose che esigiamo, qui e ora.


Io e gli altri eravamo commossi. Non solo le saracinesche erano tutte alzate, i negozi tutti aperti, i gestori disponibili; non solo la gente si affacciava dai balconi. Ma addirittura faceva sentire la sua voce con cartelli caserecci, con su scritto: "Siamo con voi", "Non mollate". E al vederli la folla esplodeva in un boato di gioia e liberazione, e quasi ci uscivano le lacrime nello scoprire che le persone, quando vedono combattere una battaglia coraggiosa, non restano indifferenti, ma si schierano.


Oggi ho visto, con i miei occhi, cos'è che fa paura a questo governo. Se questa nuova coscienza si espandesse, se le persone che hanno assistito al maremoto di oggi, guardando il telegiornale, si rendessero conto che mente, se ascoltando i politici cominciassero a trovare insopportabile la discrepanza fra la realtà televisiva e la realtà reale, se iniziassero dunque a vedere le cose con i loro occhi, come noi li invitiamo a fare, cosa ne sarebbe dei castelli di carta su cui fonda il suo consenso?

Cosa succederebbe alle sue bugie sempre più spudorate, alle sue leggi vergogna, alle sue manovre assurde? Se le persone iniziassero ad aver voglia di alzarsi, aprire la bocca, ma soprattutto se ricominciassero a pensare che farlo serve a qualcosa, e non è sempre indifferente, cosa resterebbe dei loro metodi autoritari, delle loro imposizioni senza dibattito?


La cultura che basta al cittadino è quella necessaria per tracciare una ics sopra un disegnino a stampo: questa è l'idea di libertà e di democrazia che ci hanno venduto. Ora basta, però; anche il più stupido si rende conto che il re sbaglia, quando gli ordina "sii felice", ma con la pancia vuota.


Giulia ed io siamo distrutte mentre torniamo alla Sapienza, dopo un assedio di ore al ministero dell'Istruzione. Fianco a fianco, camminiamo ognuna assorta nei propri pensieri. "Sai", mi dice ad un certo punto, con naturalezza, "io voglio far cadere il governo". Lo dice così, senza entusiasmo, senza fomento; solo con fredda determinazione. "Già", sussurro, e poi ridiamo di quella che sembra una bella battuta. Ma continuiamo a camminare.


Ed io continuo a perdermi nell'idea stupenda di un paese che si ribella, senza violenza, alla violenza altrui; di un popolo che insegna al proprio parlamento il significato della parola "rappresentanza"; di un'Italia che esplode sotto la pressione crescente della nostra onda e, giorno dopo giorno, si riappropria della sua dignità.


Gaia Benzi

giovedì 30 ottobre 2008

No al Centro Oli ad Ortona!!!


No al Centro Oli!!!!


Costantini, candidato dell'Italia dei Valori alla carica di Presidente della Regione Abruzzo, si reca in c.da Feudo ad Ortona (CH), dove L'Eni vorrebbe costruire il Centro Oli contro la stessa volontà popolare. E' un territorio così bello, ricco di capanne coltivate ad uva, di alberi secolari di olive, di gente calorosa ed accogliente, un territorio semplice e genuino e pensare che per colpa di gente con pochi scrupoli tutto questo dovrà finire mi monta una rabbia indicibile.

Come al solito gli interessi di pochi devono prevalere su quello dei tanti e cosa importa se poi tutto questo porterà alla morte del territorio e dei suoi cittadini, l'importante è che il potere continui ad arricchirsi e proliferare: il potere non ci ha mai considerati cittadini ma sudditi, ci permettono di mettere un X sul certificato elettorale solo per non perdere la faccia con il resto dell'Europa, altrimenti ci avrebbero tolto ben volentieri anche quest'ultima parvenza di democrazia ovviamente insieme alla distruzione della Costituzione, ultimo muro da abbattere.

COME COSSIGA INSEGNA

Scontri Piazza Navona:

MANIFESTAZIONE ROMA 29 OTTOBRE:

COME COSSIGA INSEGNA







E' una vergogna,oggi come ieri, il G8 di Genova è ancora qui, un popolo che come ieri chiedeva solo ascolto e che invece viene sistematicamente ignorato,schiacciato,umiliato e persino picchiato con una ferocia inaudita, un popolo che per la nostra classe dirigente non è mai stato un cittadino ma sempre e soltanto suddito.
Questa classe dirigente deve tornare a casa, devono vergognarsi a vita per quello che hanno fatto al nostro popolo, devono capire che ci siamo rotti le balle di questa gentaglia, ma quando parlano non si rendono conto che oramai ci credono soltanto loro a quello che dicono e non si rendono conto che quando parlano la gente li manda con molto piacere a quel paese?
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Articolo tratto da Beppe Grillo.it

Maroni e le istruzioni dettagliate


Ieri in Piazza Navona c'era un camion lasciato passare dalla Polizia.
Nel camion c'erano caschi, mazze, forse tirapugni e una ventina di provocatori.
Provocatori, non studenti.
I provocatori hanno picchiato gli studenti sotto gli occhi della Polizia.
Uno dei provocatori, come si può vedere dal video, è in rapporti affettuosi, di grande simpatia con la Polizia, come se fosse un collega.
La piazza era gremita. Un camion con mazze e teppisti poteva essere lì solo in due casi:
- perchè la Polizia lo ha consentito su ordine di qualcuno
- perchè la Polizia non governava la piazza.
Maroni, il ministro degli Interni, che prende istruzioni dettagliate, un portaordini dello psiconano, dovrebbe spiegarci cosa è successo e dopo dimettersi.
La politica è fallita. Il cittadino può solo dialogare con il poliziotto in tenuta anti sommossa.
Se non basta la Polizia, allora arrivano gli infiltrati, così i giornali e le televisioni di regime possono gridare agli "scontri tra studenti".
Giornalisti, non vi vergognate? Le vostre parole sono peggio delle mazze tricolori degli squadristi di Piazza Navona.

Ps: Qualcuno riesce a identificare la persona nel cerchio rosso del video? Lasci un commento.

Dall'articolo di Curzio Maltese da Repubblica.it:
...Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. "Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!" protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: "E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!". Il funzionario urla: "Impara l'educazione, bambina!". La professoressa incalza: "Fate il vostro mestiere, fermate i violenti". Risposta del funzionario: "Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra". C'è un'insurrezione del drappello: "Di sinistra? Con le svastiche?". La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: "Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un'azione di violenza da parte dei miei studenti. C'è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c'entra se sono di destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire".

ULTIM'ORA: La risposta della Lega di Maroni: "Gravissime le parole del predicatore Grillo. La smetta con questi toni da capopopolo irresponsabile: non c`è bisogno che qualcuno contribuisca a scaldare gli animi e a gettare con cinismo benzina sul fuoco", dice la deputata leghista Carolina Lussana, vicepresidente della commissione Giustizia a Montecitorio... "Invito i vari grilli parlanti a stare zitti e a evitare di gettare ombre sull`operato delle forze dell`ordine che stanno cercando di garantire l`incolumità dei manifestanti e dei cittadini tutti".

mercoledì 29 ottobre 2008

Lancio di monetine alla gelmini ma la ministra faccia di bronzo non fa una piega


A maria stella è stato riservato lo stesso trattamento che negli anni 90 affondò bettino craxi.

Ieri a Roma, al grido di 'Gelmini vuoi pure questi, pure questi', gli studenti hanno lanciato centinaia di monetine in direzione della gelmini.
Come negli anni 90, ai tempi di mani pulite.
La ministra, con la faccia ingessata, non ha mostrato alcuna reazione: imperterrita anche davanti ad un gesto così forte, per il quale perfino craxi si è umiliato. Lei no. Forse ha anche goduto.
Faccia di bronzo.
Un ministro dell'istruzione (si fa per dire) contestata in tutti gli angoli di Italia, sbeffeggiata, derisa, umiliata, portata ad esempio della peggio rappresentazione delle istituzioni italiane (in buona compagnia con la neoportavoce spogliarellista-velina-ministro-per-caso carfagna) non crede di avere nulla da dire ai ragazzi italiani? Alle maestre? Ai genitori? Ai ricercatori? Ai professori? Alle famiglie? Ai lavoratori non insegnanti?
Nulla?
Oggi si compie un atto che ricorderemo per decenni: l'approvazione di una cosidetta riforma contestata praticamente da tutti. Salvo dai baroni universitari e loro congiunti, spesso in cattedra nelle Università per clientelismo politico.
Questo governo, ancora una volta, impone con la forza, decisioni clientelari e di facciata, senza discussione e senza confronto. Nè con le parti sociali, nè con le opposizioni. E' fascismo.
Ma questa volta non si scontrano con i piloti dell'alitalia, comprati con 4 soldi.
Si scontra con i giovani che senza connotazione politica, nè rossi nè neri, ma liberamente, gli spiccioli glieli hanno lanciati in faccia loro.
Ma il governo sembra non aver capito il messaggio: cercano lo scontro.

Ragazzi state attenti, ci deve essere qualcosa dietro a queste aggressioni fasciste

Il racconto dell’aggressione fascista a Roma

Intervista a Gaia Benzi su Micromega-online, che potete ascoltare qui, studentessa di lettere, testimone diretta degli scontri avvenuti questa mattina a Piazza Navona.



Ma non vi sembra strano che questi ragazzi arrivino di punto in bianco, con lo stesso tipo di arma, per aggredire degli studenti che stavano manifestando pacificamente?

Ma non vi sembra strano che tutto questo stia avvenendo mentre è diventata legge il decreto della gelmini?

Ma non vi sembra strano che accada tutto questo, dopo le parole pronunciate giorni fa da berlusconi e da cossiga,

Ragazzi state attenti, ci deve essere qualcosa dietro a tutto questo...

L'Italia è una Repubblica privata

.......................................disegno di Mauro Biani


Articolo tratto dal blog di Beppe Grillo



Il decreto dell’egida Gelmini è stato approvato. Il Parlamento è ormai esautorato. Non serve a nulla. Il Governo decide, decreta, ordina. Io propongo la chiusura della Camera e del Senato. I maggiordomi dello psiconano votano a comando. Hanno la maggioranza. Non discutono con l’opposizione (neppure con questa controfigura di opposizione) i testi delle leggi da approvare.

L’Italia è diventata una repubblica privata e presidenziale, comanda Testa d’Asfalto in nome e per conto dei poteri che lo hanno messo lì, in loro rappresentanza. Morfeo Napolitano è come se non ci fosse, stringe le mani e beve il tè. Il Parlamento è solo una spesa per il contribuente. Va chiuso. E, visto che ci siamo, chiudiamo anche la scuola, quello che resta della scuola dopo anni di ignavia dei governi. A cosa serve studiare se non avrai un lavoro, se non puoi partecipare alla vita democratica del tuo Paese, se vivi sommerso in un’informazione di regime? A sopravvivere? Ma a vent’anni sopravvivere è un insulto.

Costantini: la riforma della scuola è un disastro!


Regionali d'Abruzzo - Byoblu incontra Costantini

Costantini: il disastro della riforma Gelmini

seconda parte





Il balletto delle alleanze elettorali in Abruzzo volge al termine. Dopo piroette scenografiche e definitivi divorzi, il grande regista che si muove dietro alla politica ha finalmente svelato il gran finale. Come avevo pronosticato nel post Quanto costano le mele in Abruzzo?, è un lieto fine: Italia Dei Valori e Partito Democratico si alleano per dare vita a una giunta regionale all'insegna della trasparenza e della chiarezza: Carlo Costantini presidente e nessun indagato nelle liste. Ha vinto la linea Di Pietro. Tutto si può dire del buon Tonino, ma non che non sia un osso duro. Quando addenta, è impossibile fargli aprire le mascelle. Dall'altra parte c'è Gianni Chiodi, PDL, nominato nientepopodimeno che dal monarca di Arcore, con tanto di investitura regale sussurrata all'orecchio - come fanno gli innamorati -. Sulla sua testa pende la spada di damocle della richiesta di rinvio a giudizio per i seguenti capi di imputazione: attività di gestione dei rifiuti non autorizzata, inquinamento dell’aria, crollo colposo e falso materiale, nel quadro del crollo della discarica La Torre. L'udienza preliminare il 27 novembre: proprio tre giorni prima delle elezioni. Potrebbe trattarsi di un atto d'ufficio, ma dopo il crollo verticale della credibilità politica in Abruzzo, a sinistra Di Pietro si è battuto per l'esclusione di candidature scomode, come quella di Di Matteo - PD -, indagato per l'acqua inquinata di Bussi. Berlusconi evidentemente non ritiene di dover inviare lo stesso segnale di limpidezza. Francamente non mi sarei aspettato niente di meno.


Pubblico oggi la seconda parte dell'intervista che mi ha rilasciato Carlo Costantini, uscita anche sul suo blog. Si parla di scuola, sicurezza, propaganda... Insomma: non ci siamo fatti mancare niente! Per chi si fosse perso la prima parte, eccola qui: In Abruzzo mettiamoci la faccia!

autore Byoblu

Costantini: in Abruzzo mettiamoci la faccia!

Byoblu incontra Carlo Costantini, candidato presidente Italia Dei Valori alle regionali d'Abruzzo 2008.

Byoblu incontra Costantini - In Abruzzo mettiamoci la faccia


Prima Parte





Ho incontrato Carlo Costantini. Gli ho fatto parecchie domande. Ne è uscita una prima intervista di una quarantina di minuti, che pubblicherò via via sul blog. Cercherò di incontrare anche gli altri candidati, anche se tutto dipende dalla singola disponibilità di ognuno di loro. Carlo è stato molto disponibile. Dopo l'intervista, me lo sono portato anche a Ortona. Abbiamo incontrato uno dei proprietari terrieri della zona, lo zoccolo duro della resistenza contro il Centro Oli. Ci ha spiegato per filo e per segno cosa sta succedendo. Questa, però, è un'altra storia, prossimamente su questi schermi.

autore Byoblu

Un popolo ha il diritto di giudicare la sua classe dirigente, indipendentemente da una eventuale condanna giudiziaria


Adesso basta, ma questa classe dirigente non ha un briciolo di dignità, un minimo di pudore nel proclamare la propria innocenza, ma pensano che siamo così stupidi da non capire e giudicare (perché di questo alla fine si tratta) il loro operato?

Fanno finta di non saperlo ripetendo fino alla nausea che non essendoci stata una condanna giudiziaria sono innocenti, ma forse non hanno ancora capito (perché non sono stati mai educati ad accettarlo) che per essere condannati dalla società non serve la condanna giudiziaria, ma è sufficiente la condanna di una pubblica opinione che, voglio ricordare, non essendo più suddita ma cittadina sa trarre i suoi maturi giudizi sul loro operato.

In altri paesi democratici questa è la normalità, ma da noi ci fanno credere il contrario, si proclamano vittime di un teorema giudiziario qualora vengano incriminati, di un complotto se arriva la sentenza di assoluzione in realtà, se qualche giornalista andasse a leggerci la sentenza (a parte quei pochi coraggiosi che lo fanno), si scoprirebbe che il reato, il più delle volte, è stato provato ma prescritto, oppure il reato non esiste più in quanto è stato depenalizzato (indovinate da chi?).

L'informazione purtroppo china la testa davanti a questa classe dirigente, limitandosi il più delle volte a fare da porta microfono alle loro dichiarazioni, ma nonostante tutto le informazioni vere arrivano alla pubblica opinione che sa esprimere i suoi giudizi, ma soprattutto le sue condanne.

Allora come cittadina mi sento di esprimere la mia condanna morale, che ripeto non ha nulla a che vedere con quella giudiziaria che lascio ai magistrati, verso quella classe dirigente che, senza alcuna morale e senso del dovere, abusa della propria carica per compiere illeciti dai quali non solo pretende di uscirne assolto, ma proibisce persino di raccontare le vicende.

La corruzione è un cancro per la società ed ha degli effetti devastanti che non sono solo quelli relativi alla moralità: sottrae ingenti capitali pubblici, aumenta l'impunità delle organizzazioni criminali e mafiose, fa aumentare il numero dei poveri, impedisce lo sviluppo omogeneo di un paese, impedisce la creazione di uno stato sociale, impedisce la redistribuzione della ricchezza, fa aumentare il numero dei reati che rimarranno impuniti, impedisce una informazione libera e pluralistica, fa aumentare le ingiustizie e diminuire il livello culturale di un paese.

La corruzione è peggio del cancro, è la peste e quale sia il credo politico di ogni cittadino, deve essere combattuta da tutti con la stessa forza e determinazione, perché la corruzione tutto quello che tocca distrugge e rende tutti non più cittadini ma sudditi, non più cittadini di un paese democratico ma sudditi di una dittatura "dolce, e proprio per questo ancora più subdola proprio perché invisibile ad occhio nudo.

A quella parte di classe dirigente corrotta che continua a gridare la propria innocenza, solo perché non provata da una sentenza giudiziaria, posso solo dire che una condanna esiste ed è quella che il popolo sovrano ha dato dopo avere giudicato il loro operato: colpevoli con infamia!!!

Potete continuare ad andare in giro con le vostre facce di bronzo facendo finta di nulla, ma ogni giorno che passa sempre più tanti cittadini prendono consapevolezza di quello che siete realmente e un giorno, finalmente, verrete ingoiati dalla storia che saprà mettervi al posto che meritate, perché ricordatelo cari politici, il tempo è sempre galantuomo e chiederà ad ognuno di voi il giusto conto da pagare.

martedì 28 ottobre 2008

Gelmini, Facebook e le notizie “infiltrate”: ragazzi state attenti, è in atto una campagna di disinformazione contro di voi


Cari ragazzi state attenti, è in atto una campagna di disinformazione (purtroppo la normalità in questo sciagurato paese) contro di voi, per ridimensionare il numero dei manifestanti di questi giorni e farvi perdere il sostegno della società civile...leggete questo interessante articolo pubblicato su Micromega-online, alcuni dei commenti scritti su Facebook sembrano quasi scritti dalla Gelmini o da qualche suo devoto fan.
Cari ragazzi sappiate che la società civile è con voi e non con questa gente e saremo sempre con voi!!!

Articolo tratto da Micromega-online:

Cara MicroMega.net - Lettere alla redazione

Gelmini, Facebook e le notizie “infiltrate”

Carissima MicroMega,
cercando qua e là informazioni aggiornate sulle proteste in corso nelle scuole e nelle università italiane, mi sono imbattuta in questa curiosa coincidenza di notizie sul sito dell'agenzia ANSA, in data 27 ottobre: si dice, in contemporanea, sia dell'intervista rilasciata al "Corriere" (pubblicata il medesimo 27 ottobre) dal ministro Gelmini, sia di una sorta di controprotesta apparsa su Facebook. Da parte dell'Ansa si riportano, tra altre, tali parole del ministro: "Gli studenti in Italia sono 9 milioni. Coloro che protestano, alcune migliaia. Le facoltà occupate sono pochissime. E in molte, gli studenti ricacciano indietro gli occupanti. Non immagina quanti messaggi ricevo da studenti stanchi di slogan vecchi e di professori militanti".
Relativamente poi alla controprotesta su FaceBook, la notizia Ansa cita alcune frasi tratte da quel sito, frasi di studenti contrari appunto alle occupazioni. Si riporta, ad esempio: "gli studenti italiani sono 9 milioni e sole poche migliaia protestano"; "credo sia un sopruso che pochi facinorosi impediscano agli studenti di seguire le lezioni".
Ora, si noterà la grande coincidenza tra le parole del ministro Gelmini sui supposti numeri degli studenti protestanti e la frase riportata da FaceBook. Curioso, e in contemporanea. Viene da pensare che l'autore della protesta su FaceBook abbia letto il Corriere stamane e sia poi subito corso sul sito Internet a riportarvi i numeri dettati dalla ministra . Non sono iscritta a Facebook, ma sarebbe interessante osservare la tempistica del tutto, per così dire...
Noto poi, nell'altra frase riportata dall'Ansa, la presenza dell'aggettivo sostantivato "facinorosi", utilizzato insistentemente da alcuni giorni a questa parte da Berlusconi per riferirsi a gruppi di studenti che, a suo dire, sarebbero appunto solo "facinorosi".
Curioso.
Così come è curiosa la generale forte analogia di contenuti, sul sito Ansa, tra le parole della ministra e le altre estrapolate da Face Book come esempio di controprotesta. Stessi tempi, stessi contenuti, a volte anche stesse parole.
Forse sono solo citazioni di fedelissimi che con fiducia inossidabile e cieca (senza cioè leggere i documenti parlamentari e senza "sbugiardare" con i dati alla mano, i documenti alla mano, i colleghi che protestano) preferiscono dare per buono tutto ciò che proviene dall'alto. Ma questi sono cattivi studenti, perché non verificano quanto viene loro detto e non esercitano quello spirito critico, ragionato e fondato, che ogni buono studente sa e deve esercitare. Apprendere acriticamente non è apprendere.
O forse è ancora altro.
Su Facebook, si sa, possono andare tutti, e farsi passare per chissà chi. Anche il mio cagnetto Bukbuk può iscriversi a Facebook e raccontare di essere il gatto Miumiu. E se io fossi giornalista, sia pure del sito Ansa, dovrei porre un po' di attenzione a quanto trovo colà scritto, non prendere tutto e subito per oro colato, insomma, e andarci anche piano a costruirci una notizia. Se fossi scrupoloso e indipendente.
Potrebbe esserci una regia dietro a tutte queste notizie simili e che, guarda caso, escono in contemporanea.
Somiglia a un tentativo mediatico di gettare fango su questi ragazzi che protestano, per cominciare a screditarli, delegittimarli, isolarli, emarginarli facendoli passare per quello che non sono: dei facinorosi, appunto. Un tentativo di sollevare l'opinione pubblica contro di loro, di metterli in minoranza. Una costruzione del dissenso contro di loro, insomma.
A ciò aggiungiamo un articolo apparso ieri su "Il Giornale, nel quale si afferma che a guidare la rivolta sarebbero, in alcuni casi, studenti fuori corso, infiltrati, alcuni in odore addirittura ( o naturalmente) di simpatie/legami con le BR.
E allora viene in mente che Cossiga, qualche giorno fa, nelle sue tante vergognose parole che abbiamo sentito, ha di nuovo agitato il fantasma delle BR.
La nota del Viminale di mercoledì 23 ottobre 2008 (leggibile sul sito del Ministero dell'Interno), poi, conferma le parole di Berlusconi sull'utilizzo di agenti di polizia, ovvero conferma la possibilità che le Forze dell'Ordine intervengano con "fermezza e determinazione nel prevenire qualsiasi tipo di degenerazione violenta".
Insomma sembra tutto un gran metter le mani avanti.
E quel "qualsiasi tipo di degenerazione violenta" contenuto nella nota del Viminale non può non richiamare alla mente che il presidente del Consiglio ha definito le occupazioni "una violenza".
Insomma, sembra vi sia una sorta di filo delle parole, che conduce all'impressione netta che sia cominciata l'offensiva mediatica, che a sua volta potrebbe preparare il terreno a un'altra eventuale offensiva, meno mediatica, meno mediata e più diretta.
Vedremo quel che succederà nei prossimi giorni, soprattutto giovedì 30 ottobre, giorno dello sciopero nazionale della scuola.
Speriamo che non vi siano infiltrati (ma han già messo le mani avanti: hanno detto che ci sono, e che sono in rapporti di simpatia con le BR).
Speriamo non vi siano incidenti e manganellate: ma han già detto che le manganellate saranno sacrosante.
Speriamo che questi ragazzi che protestano non si lascino imbrogliare da tutto questo concerto di parole e azioni contro di loro: sono ragazzi in gamba, al contrario di quanto Qualcuno da qualche giorno vorrebbe farci credere.
Sono ragazzi che leggono e si documentano e che non sono facilmente sbugiardabili e manovrabili, perché a certi slogan governativi sanno contrapporre la fermezza e la decisione di chi sa cosa contengono davvero quei documenti parlamentari come la legge 133 e il decreto Gelmini. E sanno che in sede di discussione alla VII Commissione della Camera c'è attualmente il progetto di legge dell'onorevole Aprea, il quale ruota tutto attorno allo smantellamento totale della scuola pubblica e statale.
Gli infiltrati ci sono già da ora, in realtà: sembrano individuabili nelle notizie diffuse ad arte da certi giornali e da certe agenzie di stampa, al servizio di Chissà Chi.


Maria Teresa Marchesini

lunedì 27 ottobre 2008

Pagliacciate al Circo Massimo: PD, vergogna!!!


Vedere in questo video come trattate il vostro migliore alleato verrebbe voglia di allearsi con il diavolo: sarà stata anche la manifestazione del PD ma IDV e Di Pietro sono vostri alleati o no? E allora perché far togliere le loro bandiere? Sapevate benissimo che ci sarebbe stato anche IDV a questa manifestazione, l'hanno sempre detto e confermato, allora perché relegarli solo ai gazebo come gli altri partiti...

L'eccezione è stata fatta solo per i sindacati ai quali il PD ha dato il permesso di esporre le bandiere, ma come ai sindacati sì e all'Italia dei Valori no? Ma sono i sindacati i vostri alleati o è invece l'Italia dei Valori?...ma che sciocca adesso ho capito, per il PD l'Italia dei Valori è alleata un giorno sì e un giorno no, si vede che sabato, il giorno della manifestazione, era il giorno del no...

Certo che per essere democratici voi del PD date veramente molto da pensare: il vostro comportamento è stato
vergognoso.
Caro PD a questo punto mi si pone una domanda: ma voi effettivamente, nell'emiciclo del parlamento, da che parte state seduti?


Il servizio è stato realizzato dal grande Daniele Martinelli :


Caro Veltroni basta con le parole


Caro Veltroni basta con le chiacchiere, è ora di passare ai fatti facendo un'opposizione vera e costruttiva. Ha ragione Cacciari, il sindaco di Venezia, a dire che la manifestazione non serve a niente, servono solo azioni concrete, programmi, fatti da fare, proposte che siano una vera alternativa a questo governo sciagurato.

Ma il PD dorme e quando si sveglia parla, ovviamente pacatamente e serenamente, ma parla e poi dorme di nuovo...e poi ogni tanto si risveglia e aggiunge...ma anche...
Veltroni, facciamo ridere i polli!!!



Parole,parole,parole di Mina e Alberto Lupo


domenica 26 ottobre 2008

Ma cosa vuole fare il PD da grande?


Il PD di Walter Veltroni non rappresenta più la sinistra, anche se gli fa ancora comodo far credere agli elettori di sinistra di rappresentarli, più che altro per non perdere voti e quindi potere.
Ma questo PD cosa vuole fare da grande, vuole essere il partito degli imprenditori, dei banchieri, delle multinazionali? Un PD molto più simile al governo Berlusconi che non all'opposizione, ma allora chi c'è all'opposizione se nel frattempo Walter Veltroni amoreggia con Berlusconi? Ah già, per fortuna a fare opposizione vera c'è Di Pietro...l'unico partito a fare opposizione, un partito che non è di sinistra ma che difende e tutela gli ideali di sinistra!!!

Grazie IDV di esistere, grande Antonio Di Pietro!!!!!!!

Un sondaggio telefonico che in realtà cela una propaganda elettorale: sono sempre più disgustata da questi uomini politici,senza faccia,etica e valori

Tratto da Articolo21


di Andrea Papitto

Un sondaggio che è campagna elettorale


Ieri (mercoledì 8 marzo) sono stato contattato da una società di sondaggi telefonici denominata RYTOMS (tel. 02/54060) per un'intervista, che ho accettato, sulle mie intenzioni di voto per le prossime politiche.
L'intervista in realtà non aveva scopi statistici ma serviva solo a mascherare un inaccettabile intervento di propaganda elettorale per via telefonica da parte della CDL (presumibilmente FI).
Infatti dopo le prime banali domande relative a "Per quale schieramento ha votato alle precedenti politiche?", "Per quale schieramento ha intenzione di votare nelle prossime?", "Ha sentito parlare di Prodi nell'ultima settimana?" e così via è iniziata una batteria di domande, a dir poco pretestuose, del tipo: "Lei sa che Berlusconi ha elaborato un programma di governo in soli 10 punti mentre Prodi ha un programma di oltre 250 pagine che i suoi stessi alleati fanno fatica a capire? Questo la farà votare per Berlusconi?", "Lei sa che Berlusconi innalzerà le pensioni minime a 800 euro mentre per colpa dell'euro di Prodi il potere d'acquisto delle famiglie si è ridotto del 50%? Questo la farà votare per Berlusconi?", "Lei sa che grazie a Berlusconi ed al Ministro Storace i tempi di attesa per le prestazioni sanitarie si sono ridotti alla metà mentre con il governo Prodi...", "Lei sa che grazie a Berlusconi si avranno oltre un milione di nuovi posti di lavoro, mentre grazie a Prodi..." e così via.
Tutto questo, francamente, mi pare scandaloso!
Chi è che dovrebbe vigilare affinché cose di questo tipo non accadano?
Grazie per avermi dato la possibilità di esprimere il mio malcontento e complimenti per il servizio che svolgete.
Cordiali saluti

Quel minimo d'informazione libera rimasta è sotto attacco di Berlusconi e per ucciderla sta usando una parola magica "ansia", Stiamo attenti!!!!!!

Tratto da Articolo21


di Giuseppe Giulietti

Sta preparando l'assalto finale...

Per una volta nella vita,sia pure a malincuore,mi tocca rendere pubblica lode a Silvio Berlusconi.
Sino ad oggi, infatti, lo avevamo dileggiato chiamandolo il re della rettifica e della smentita,
ma in queste ore ci ha smentito tutti, non rettificando una delle affermazioni più sconcertanti e inquietanti che gli sia mai capitato di rilasciare. Forse ha fatto bene,dal momento che i giornali di oggi, salvo pochissime e consuete eccezioni,non hanno ritenuto di occuparsene.

Veniamo ai fatti :sabato mattina,sulla prima pagina del Corriere della Sera, Francesco Verderami, un giornalista sempre ben informato, ha raccontato di un incontro tra Berlusconi e alcuni imprenditori italiani. Nel corso della simpatica riunione re Silvio avrebbe invitato i facoltosi amici a smetterla di spendere soldi per acquisire spot dalla Rai,almeno sino a quando il servizio pubblico dovesse continuare a mandare in onda trasmissioni che danno l’ansia. Iin un paese normale sarebbe scoppiato il putiferio. Qui da noi si registrano le reazioni del senatore Zanda, di Articolo 21, dell’Usigrai e di pochissimi altri.

Non casualmente il presidente, sino ad oggi,non ha ritenuto di smentire,del resto le stesse parole le aveva già utilizzate in altre occasioni. Durante la crisi delle borse aveva invitato gli italiani ad acquistare azioni Mediaset,cosa ritenuta normale dai cosiddetti opinionisti liberali. In altra occasione aveva arringato i direttori perché i TG pubblici :“trasmettono ansia”. Sarà bene ricordare che per Berlusconi la parola ansia è associata a tutte le trasmissioni,ormai pochissime,che ancora danno spazio al malessere sociale o,addirittura,si permettono di dare la parola a genitori,insegnanti studenti.

Non casualmente i suoi picciotti hanno già cominciato a chiedere provvedimenti esemplari contro Fabio Fazio,contro Santoro e Travaglio,contro Blob,contro Lucarelli che continua a rompere le scatole con questa storia della mafia,per non parlare poi delle inchieste della Gabanelli…..

Non contento Berlusconi ha fatto sapere che anche alcuni giornali stanno dando troppo spazio agli studenti,creando ansia. Quando il presidente comincia a ripetere in modo ossessivo un concetto,palesemente falso,significa che sta preparando l’assalto finale.

Così accadde per l’editto bulgaro,cosi accadrà per la rai.Nell’articolo del Corriere,tuttavia,non c’è solo la minaccia verso le trasmissioni sgradite,ma addirittura la minaccia delle sanzioni economiche.Il proprietario di Mediaset invita alcuni investitori a levare i soldi dalla Rai sino a quando non sarà ridotta o indotta a più miti consigli. Nel frattempo gli investitori potranno sempre acquistare azioni Mediaset,dal momento che lo stesso presidente le ha indicate come le più sicure sul mercato. Nelle stesse ore il fido Gasparri,tra una minaccia e l’altra rivolta a Santoro,ha trovato il tempo di minacciare lo sciopero del canone. Lo ha fatto mentre persino l’autorità di garanzia delle comunicazioni denunciava lo strapotere del governo nelle reti pubbliche e private. La mancata smentita di Berlusconi è la più clamorosa conferma del disegno prossimo venturo. L’intenzione dichiarata e strillata è quella di annullare anche le ultime diversità editoriali sopravvissute.


Alle opposizioni spetta il compito di promuovere un’azione comune,in Europa e in Italia,per denunciare quanto sta accadendo, per altro in aperto contrasto con gli stessi principi comunitari.
Nelle prossime ore Articolo 21 chiederà a tutte le forze politiche e associative di sollecitare l’intervento di tutte le autorità istituzionali e di garanzia.
Sono in discussione, non solo i valori racchiusi nell’articolo 21 della Costituzione,ma persino i più elementari principi che regolano il libero mercato. Le autorità di sistema, a cominciare dall’antitrust(presieduta da Antonio Catricalà già segretario generale a Palazzo Chigi durante il precedente governo Berlusconi),non possono fingere di chiamarsi Pasquale ,per usare una celebre espressione di Totò, o trincerarsi dietro formalismi o cavilli. La stessa Corte Costituzionale deve vigilare sul principio di rispetto della autonomia della Rai dagli esecutivi,principio che dovrebbe essere considerato ancora più inviolabile quando il presidente del consiglio è anche il quasi monopolista del settore.


Sono queste le ragioni che dovrebbero indurre tutta l’opposizione,e non solo l’ opposizione,a non cedere sulla commissione di vigilanza,a sostenere la candidatura di Leoluca Orlando,ad esprimere una squadra per il prossimo consiglio della rai autorevole,compatta,lontana da ogni forma di subalternità e di consociativismo politico o affaristico.


Ugualmente bisognerà trovare il modo di riportare il tema della libertà e del’ autonomia della comunicazione al centro della agenda politica e culturale.

Berlusconi tenterà di espellere quello che non gli piace. promuoverà una campagna di oscuramento e di diffamazione contro ogni forma di onda anomala. Non bisogna rassegnarsi. Guai a considerare normali le minacce di queste ore! Guai a lasciar passare,senza una adeguata reazione, vicende come quelle descritte dal Corriere. Guai a fingere di non sentire l’assordante silenzio delle autorità di garanzia.


Per queste ragioni abbiamo chiesto all’avvocato Domenico D’Amati di intraprendere tutte le azioni possibili a tutela della legalità e dell’interesse generale.
Nel frattempo sarà bene cominciare a preparare la grande manifestazione per la qualità e la dignità di chi produce e di chi riceve la comunicazione, proposta da Flavio Lotti,coordinatore della Tavola della Pace, e da tante associazioni del volontariato laico e cristiano,che dovrebbe essere convocata per il prossimo 10 dicembre a Roma.
Noi ci saremo e lavoreremo perchè quella piazza e quella giornata diventino davvero una nuova grande piazza(come è accaduto ieri al circo Massimo) dell’ unità e della libertà.

Ecco le foto di una splendida e appassionata società civile nella manifestazione indetta dal PD del 25 ottobre 2008 a Roma


Foto Afp tratta da Corriere.it


Foto Liverani tratta da Corriere.it


Foto Agf tratta da Corriere.it


Foto Agf tratta da Corriere.it


Foto Eidon tratta da Corriere.it


Foto Emmevi tratta da Corriere.it


Foto Emmevi tratta da Corriere.it


Foto Ansa tratta da Corriere.it


Foto Eidon tratta da Corriere.it


Foto Arcieri tratta da Corriere.it


Foto Emblema tratta da Corriere.it


Foto Arcieri tratta dal Corriere.it


Foto Arcieri tratta da Corriere.it


Foto Emblema tratta da Corriere.it


Foto Graffitipress tratta da Corriere.it


Foto Emblema tratta da Corriere.it


Foto Infophoto tratta da Corriere.it


Foto Infophoto tratta da Corriere.it


Foto Infophoto tratta da Corriere.it


Foto Ansa tratta da Corriere.it


Foto Arcieri tratta da Corriere.it


Queste foto sono splendide, rappresentano tutta la società civile che esiste anche se non viene mai rappresentata dai media nazionali, una società viva ed appassionata che ama il proprio paese e che è stanca di essere presa in giro.
Sono delle foto splendide che dicono tutte la stessa cosa: siamo cittadini e non sudditi, siamo il popolo sovrano e vogliamo riprendere in mano le nostre vite, il nostro futuro.
Ovviamente, anche se sarebbe quasi inutile sottolinearlo, il PD continua sempre a far finta di fare opposizione, non propone programmi alternativi al governo, non si oppone fermamente alle decisioni sciagurate del governo, non denuncia pubblicamente quello che avviene dentro le aule del Parlamento e di fatti da raccontare al paese ne avrebbe a tonnellate ogni giorno, continua a sonnecchiare tranquillamente senza nemmeno accorgersi che il paese si è svegliato da solo da un bel pezzo, che la società civile ne ha le scatole piena di questa gente che fa solo finta di governarci mentre in realtà hanno ben altri interessi e scopi a cui pensare, che dell'istruzione, della salute, dell'ambiente, dei lavoratori, dei cittadini, delle leggi a questa gente non gliene importa proprio niente, per loro non siamo mai stati cittadini, il popolo sovrano, ma sempre e soltanto sudditi.


sabato 25 ottobre 2008

De Magistris: in Calabria parte della Magistratura è collusa.


Il magistrato lancia l'allarme rifiuti tossici nel Crotonese oltre a dure accuse ad una parte della magistratura.

Riporto il testo scritto dell'intervista rilasciata da De Magistris a SKYTG24:

De Magistris:
Una parte rilevante della magistratura calabrese non è affatto estranea ad un sistema criminale che gestisce affari di particolare rilevanza in Calabria. Io sono dell'idea che se la Magistratura avesse remato tutta dalla stessa parte e se la legalità, alla quale ogni magistrato si dovrebbe attenere, rappresentasse un patrimonio veramente di tutta la magistratura calabrese, non staremmo qua a discutere come mai in dieci anni non è cambiato sostanzialmente nulla. Quindi c'è una responsabilità della magistratura in Calabria molto evidente.

Giornalista:
E quindi nell'intreccio di cui spesso si parla tra mafia, politica ed imprenditoria lei si sente di aggiungere anche la magistratura?

De Magistris:
Assolutamente sì, ovvero una parte della magistratura, così come una parte delle politica, così come una parte degli imprenditori. Senza una parte della magistratura collusa la criminalità organizzata sarebbe già stata sconfitta, è collante di tutto questo, io ne sono fermamente convinto, sono i poteri occulti. C'è una gestione occulta all'interno delle Istituzioni che governa le Istituzioni stesse. Io ho fatto indagini in questa direzione, stavo indagando in questa direzione e ritengo che uno dei motivi principali del fatto che io sia stato allontanato dalla Calabria risiede proprio in questi fatti.

Giornalista:
Ritornerebbe in Calabria?

De Magistris:
Io non escludo di poter ritornare a lavorare in Calabria però come ho detto lo Stato dovrebbe mettere in condizione, effettivamente, i magistrati a lavorare seriamente in Calabria e non limitando il plauso a quei magistrati o solo nell'ipotesi in cui le indagini non toccano determinati interessi, ma bisogna capire perché quella parte della Magistratura viene duramente contrastata nel momento in cui si affronta il nodo, come diceva lei, all'interno dei rapporti tra la criminalità organizzata di tipo tradizionale, in quel caso l'ndrangheta e le Istituzioni e l'economia e quando parlo di Istituzioni non mi riferisco solo alla politica, ma mi riferisco anche alle forze dell'ordine e alla Magistratura. Altrimenti si rischia che queste deviazioni interne alle Istituzioni diventano una metastasi dalla quale poi non ne possiamo più uscire.

Giornalista:
Se le chiedo di "Why not" lei, a distanza di tempo, adesso cosa mi risponde?

De Magistris:
Quello che dovevo dire l'ho riferito all'autorità giudiziaria competente ai sensi dell'articolo 11, mi sono recato presso l'autorità giudiziaria perché ritengo che sia nella revoca dell'indagine "Poseidone", a me assegnata, sia nell'avocazione dell'indagine "Why not", sia in ordine in altri fatti siano stati commessi dei reati e anche gravi. E veramente impressiona il dato che quando si fanno queste indagini così delicate, perché toccano poi determinati interessi, scatta la reazione di chi dovrebbe aiutare ed agevolare la Magistratura a fare tale tipo d'inchiesta. Io lo ripeterò fino alla noia, fin quando non si affronta questo tema si fanno chiacchiere: o si fa propaganda politica o si fa altro.
Si devono mettere in condizioni i magistrati o quei magistrati di operare e non fare il contrario.


Giornalista:
E quindi guardando al futuro, rispetto a queste sue considerazioni, lei si sente scoraggiato?

De Magistris:
Quello che mi è accaduto è un fatto grave, è un fatto grave perché da un messaggio di una profonda ingiustizia e soprattutto negativo nei confronti di un territorio che aveva bisogno di ben altri messaggi,
quindi il segnale che doveva dare, a mio avviso, il Consiglio Superiore della Magistratura è quello di stare vicino a questi magistrati e poi eventualmente sanzionare errori, che nel mio caso non ci sono stati secondo me, ma non, diciamo, procedere al trasferimento, all'allontanamento i magistrati che, in modo anche in modo un pò anomalo e inusuale, hanno avuto anche un consenso straordinario da parte dell'opinione pubblica come una raccolta di migliaia, decine e decine di migliaia di firme, il segnale invece che viene dato è sicuramente negativo.
Io però sono fiducioso, in che senso, che per quanto riguarda le vicende calabresi queste vicende non sono disperse, nel senso che ci sono delle inchieste giudiziarie in corso, molto importanti secondo me che ritengo, perché un magistrato non può che avere fiducia nella magistratura ordinaria, possano portare a dei risultati importanti sulle vicendi calabresi.
Io di questo ho speranza soprattutto e anche fiducia, che da uomo delle Istituzioni non può non avere fiducia nella magistratura ordinaria.

50 kg di merda scaricati davanti alla residenza romana di Berlusconi

Quando a volte la realtà supera la fantasia

Nel 2003 dei ragazzi per protestare contro Berlusconi hanno portato fin davanti alla sua residenza romana 50 kg di merda che gli hanno scaricato davanti all'ingresso della residenza...ad averlo saputo prima credo che un sacco di italiani avrebbero voluto contribuire per una causa così nobile, ma credo che anche oggi ci sarebbero un sacco di volontari, in fondo perché fermarsi solo a 50 kg quando si potrebbe donarne molta di più...




La faccia di bronzo di Berlusconi, un uomo che quando la mattina si guarda allo specchio è lo specchio che gli sputa in faccia!!!


Articolo tratto dal blog di Sandro Ruotolo


LA MALA TV
di Sandro Ruotolo

Francesco Verderami e' un giornalista del Corriere della Sera ed e' bene informato. Sul suo giornale oggi ha scritto che il presidente del Consiglio e' di umore nero. Dopo aver invitato i ministri a disertare le trasmissioni televisive ora va ripetendo:"come dar torto a quanti si lamentano della tv pubblica e non vorrebbero piu' pagare il canone?". Non solo, incontrando gli industriali gli avrebbe detto:"Mi chiedo come fate ad accettare che la Rai inserisca i vostri spot dove si diffondono solo panico e sfiducia". Alla faccia del conflitto di interesse, alla faccia della liberta' d'impresa e soprattutto della liberta' di informazione.

E' chiaro che il cavaliere di Arcore vorrebbe una televisione "propaganda". E' chiaro che teme la perdita di consenso costruita proprio grazie alle "sue" televisioni.
Addirittura ieri da Pechino si e' lamentato senza mai citare il nome del programma (Annozero): "Sento di trasmissioni con ascolti fantastici con un dibattito serrato con l'opposizione. Peccato che di noi, in quelle trasmissioni non fosse stato invitato nessuno". Peccato che con Walter Veltroni ci fosse il capogruppo della Lega Cota e il vicedirettore del quotidiano di famiglia. Peccato che ogni settimana invitiamo esponenti del popolo della liberta', certe volte vengono altre no. Saremmo ben felici di avere in studio Silvio Berlusconi. Ma il premier non aveva detto ai suoi di disertare i programmi della Rai?

giovedì 23 ottobre 2008

L'ira del "principe"



Per chi non ha letto il libro "il ritorno del principe" di Lodato e Scarpinato (leggetelo se potete, è un libro sconvolgente ma nello stesso tempo rivelatore del retroscena del potere) , il "principe" è il potente che non esita a fare ricorso all'uso della violenza pur di arrivare al potere: il libro partendo dal famoso "principe" di Machiavelli arriva fino al “principe” dei giorni nostri, un "principe" che non è mai andato via dal nostro paese ,attraversandone la storia senza mai modificare la sua natura violenta e che allora come adesso non esita a fare ricorso all’uso della violenza pur di arrivare al potere e per farlo utilizza tre mezzi: la corruzione, lo stragismo e la mafia...poco importa se in tutto questo ci rimette il popolo, anche pagando con la propria vita, è un prezzo che il "principe" non esita a farci pagare pur di ottenere il proprio potere.

Al "principe" non è mai andato giù il fatto che un giorno, nel lontano '48, ci fu una classe dirigente illuminata e democratica che, in un momento della nostra storia in cui per un attimo il "principe" era completamente assente dalla scena politica (con la sconfitta del fascismo grazie agli alleati e alla resistenza), riuscì a salire al potere lasciandoci un dono meraviglioso, un dono fatto con il cuore a tutti noi affinché non fossimo più sudditi ma cittadini: la Costituzione Italiana.

Un dono che però non rispecchia la realtà del nostro paese e che la Costituente ci lanciò oltre il muro del tempo nella speranza che un giorno quell'Italia diventi realtà.

Infatti nonostante abbia 60 anni la Costituzione è perfetta, rispecchia tutti gli ideali di libertà, di giustizia, di uguaglianza, di solidarietà, parla con le voci di Mazzini, di Cavour, di Garibaldi, del nostro Risorgimento fino ad arrivare a tutti gli eroi che, senza chiedere nulla in cambio, hanno donato la loro vita per lasciarci la speranza di un futuro migliore, un futuro pieno di libertà e democrazia.

Ma la normalità nel nostro paese non è la Costituzione, ma la violenza del potere del "principe" che giorno per giorno, anno per anno, sta facendo a pezzi la nostra Costituzione, proprio perché non rispecchia il paese, non rispecchia il "principe" corrotto e violento, eppure nonostante tutto la nostra Costituzione è ancora forte da riuscire ancora a difenderci.

Per il "principe" non siamo mai stati dei cittadini, ma semplicemente dei sudditi e piano piano stiamo ritornando a questa nostra precedente condizione feudale.

I sudditi non hanno diritti, non hanno cultura, non sono un popolo pensante.

Leggendo questi due discorsi sotto riportati, uno di Berlusconi e l'altro di Cossiga, sembra di sentire tutta l'arroganza del "principe", un "principe" che non parla ad una nazione, a un popolo sovrano, ma a tanti sudditi sui quali rovesciare la propria ira perché hanno osato pensare…:

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Articolo tratto dal blog di Piero Ricca

Istruzioni dettagliate

Dalla conferenza stampa di Silvio Berlusconi di ieri.

“Non permetterò l’occupazione delle università. L’occupazione di luoghi pubblici non è la dimostrazione dell’applicazione della libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti che vogliono studiare. Convocherò oggi il ministro degli Interni, e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell’ordine per evitare che questo possa succedere. La realtà di questi giorni è la realtà di aule piene di ragazzi che intendono studiare e i manifestanti sono organizzati dall’estrema sinistra, molto spesso, come a Milano, dai centri sociali e da una sinistra che ha trovato il modo di far passare nella scuola delle menzogne e portare un’opposizione nelle strade e nelle piazze alla vita del nostro governo”.

Dall’intervista rilasciata dal senatore Francesco Cossiga al quotidiano La Nazione.

Domanda - Presidente Cossiga, pensa che minacciando l’uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?

Risposta - Dipende, se ritiene d’essere il Presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l’Italia è uno Stato debole, e all’opposizione non c’è il granitico PCI ma l’evanescente PD, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia.

D - Quali fatti dovrebbero seguire?

R - Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero Ministro dell’interno.

D – Ossia?

R - In primo luogo, lasciar perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…

D - Gli universitari, invece?

R - Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.

D - Nel senso che…

R - Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano.

D - Anche i docenti?

R - Soprattutto i docenti.

D - Presidente, il suo è un paradosso, no?

R - Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!

D - E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? In Italia torna il fascismo, direbbero.

R - Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio.

D - Quale incendio?

R - Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese.