Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe

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Sogno di un paese dove parole come cultura, leggi, rispetto, uguaglianza, civiltà, umanità e pietà non siano soltanto delle belle ma purtroppo inutili parole ma rappresentino invece le basi di un popolo che ha fatto di quel sogno, di quello stupendo sogno che si chiama Costituzione Italiana, le sue fondamenta.

"C'è un equivoco di fondo. Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose, se non viene giudicato colpevole dalla magistratura, è un uomo onesto. No! La magistratura può fare solo accertamenti di carattere giudiziale. Le istituzioni hanno il dovere di estromettere gli uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali". Paolo Borsellino da "Lezione sulla mafia" del 1989

"Il nostro è un Paese senza memoria e senza verità"
Pier Paolo Pasolini

martedì 30 settembre 2008

Siamo sull'orlo di un precipizio ma la gente continua a rimanere indifferente, a non indignarsi, ma dove sono finiti i valori di noi italiani???

...per quanto l'informazione sia oramai di regime, alcune notizie su quanto accade realmente nel nostro paese passano: come della collusione tra camorra e politici sul business dei rifiuti in Campania(ultimo personaggio coinvolto è il sottosegratorio all'economia di Forza Italia: Nicola Cosentino), sulle esternazioni di Berlusconi contro la magistratura e la giustizia, sulle esternazioni dello stesso Ministro della Giustizia Alfano contro i magistrati e il CSM...notizie che prima di tutto dovrebbero fare indignare: dalle istituzioni agli organi d'informazione, ma prima ancora dovrebbero far indignare il popolo stesso, invece niente, non accade nulla e tutto tace: giornalisti ormai ridotti a porta microfoni non dicono nulla, le istituzioni rimangono nel più completo silenzio e il popolo non più sovrano (ma quando mai lo è stato) continua a bere tranquillamente dalle mani del suo padrone... e mentre il popolo ignaro e ignavo sprofonda sempre più nella miseria e nella desolazione, l'altro popolo, quello della casta e dei loro amici e degli amici degli amici vivono e proliferano sul loro monte Olimpo pieno di soldi, potere, privilegi e corruzione.

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Articolo tratto dal blog dei magistrati: Uguale per tutti

Link dell’articolo "La tenuta delle istituzioni e il senso della democrazia" di Marco Imperato
(Magistrato Distrettuale Requirente presso la Procura Generale della Corte di Appello di Bologna)

http://toghe.blogspot.com/2008/09/la-tenuta-delle-istituzioni-e-il-senso.html

La tenuta delle istituzioni e il senso della democrazia

di Marco Imperato

(Magistrato Distrettuale Requirente presso la Procura Generale della Corte di Appello di Bologna)


E’ notizia di ieri l’esternazione quanto meno minacciosa fatta dal premier circa l’eventualità (denegata) che la Consulta possa accogliere le eccezioni sollevate nei suoi due processi milanesi contro la legge che sospende i processi a carico delle 5 cariche più alte dello Stato.


Nello stesso giorno anche Ghedini aveva utilizzato (evidentemente in maniera volontaria, trattandosi di giurista) un argomento populista e di nessun valore (il fatto che Napolitano abbia promulgato la legge ...) per difendere il lodo Alfano, facendo anche lui capire che l’unica sentenza “accettabile” dalla maggioranza è quella in cui la Corte Constituzionale sancisse la compatibilità con l’ordinamento del lodo.

Non mi pare di aver letto sufficienti e adeguate risposte da nessuno, nemmeno un comunicato a tutela dell’alto organo in questione da parte del presidente Napolitano (a sua volta tirato per la giacchetta ...).

Eppure mi sembra si tratti di comportamenti del tutto incompatibili con il sistema di equilibri previsti dalla Carta Costituzionale (rileggo in questi giorni le pagine di Scoppola e penso che per sua fortuna non aveva ancora visto il peggio), senza dimenticare che proprio la Consulta rappresenta uno delle poche soluzioni istituzionali che ci vengono ammirate, invidiate e copiate all’estero.

Il problema non è solo di metodo, perchè in quei “messaggi” di Berlusconi e Ghedini si rivela, oltre a degli interessi particolari (in ipotesi legittimi, non è questo che mi interessa ora discutere), una concezione demagogica della democrazia, segnata da una particolare insofferenza verso tutti gli istituti non legittimati dal popolo (Corte Costituzionale, Presidente della Repubblica, Magistratura, Authority di vario tipo), ignorandone il ruolo centrale e cancellando ogni reale supremazia alla Costituzione.

Questa insofferenza si percepisce da anni ed è stato uno dei grimaldelli usati per fare leva sull’opinione pubblica contro un sistema accusato di essere non democratico, irresponsabile e inefficiente.

Peccato che quasi nessuna voce si levi a difesa di un sistema creato dai Padri Costituzionali proprio per evitare e contenere le deviazioni patologiche e populistiche della democrazia nonché per evitare che questa si trasformasse in una dittatura della maggioranza (e infatti in questi giorni cade per l’ennesima volta ogni ipotesi di finto dialogo ... non c’è una classe politica da nessuna delle due parti che abbia la levatura morale e il senso istituzionale di fare alcunché di condiviso per il Paese da ANNI).

A corollario di questo leggo indiscrezioni su un CSM ridisegnato e diviso nel quale comandi da una parte (quella dei giudici) il Presidente della Repubblica (ma che in prospettiva sarà il vero vertice dell’esecutivo, oltre che incarnarsi in Berlusconi) e dall’altra (quella dei pm) il Ministro della Giustizia ... con buona pace di Montesquieu e della separazione dei poteri.

Reazioni ?

Anche questa volta zero ...

Così come non ce ne sono state alla lettera di Saviano o alle gravissime denunce sollevate dall’Espresso su esponenti politici di spicco (anche al governo) nella questioni della gestione da parte della camorra dei rifiuti in Campania ... (per cambiare argomenti e settore).

D’altronde i regimi post-seconda guerra mondiale hanno imparato che farsi scivolare tutto addosso e occuparsi solo della gestione del consenso di massa sia il metodo più semplice per controllare il potere e marginalizzare ogni minoranza riformatrice (non dico certo rivoluzionaria ...)

Dove andremo a finire se non si riprende a seminare e praticare un minimo di senso della legalità, di rispetto delle istituzioni e di condivisione dei valori costituzionali?

Saluti dal ciglio del precipizio.