Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe

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Sogno di un paese dove parole come cultura, leggi, rispetto, uguaglianza, civiltà, umanità e pietà non siano soltanto delle belle ma purtroppo inutili parole ma rappresentino invece le basi di un popolo che ha fatto di quel sogno, di quello stupendo sogno che si chiama Costituzione Italiana, le sue fondamenta.

"C'è un equivoco di fondo. Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose, se non viene giudicato colpevole dalla magistratura, è un uomo onesto. No! La magistratura può fare solo accertamenti di carattere giudiziale. Le istituzioni hanno il dovere di estromettere gli uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali". Paolo Borsellino da "Lezione sulla mafia" del 1989

"Il nostro è un Paese senza memoria e senza verità"
Pier Paolo Pasolini

giovedì 24 aprile 2008

Mazzini, sei un grande!





Stasera, tra le tante cose che sono state raccontate nella trasmissone AnnoZero, una rappresenta, a mio parere, l'essenza del nostro paese e cioé la frase di Giuseppe Mazzini, citata dal grande scrittore Roberto Saviano: "L'Italia sarà quello che sarà il suo mezzogiorno".

Ecco, questa frase racchiude tutto quello che è l'Italia di oggi.Per lo stato, per i media, per la gente, tutti questi problemi delle mafie non esistono.Sono problemi relegati lì,nel mezzogiorno: "è un problema loro, non nostro!"

Caro Mazzini mi vergogno per questa Italia del futuro,per questa Italia che non solo non ha piacere a vivere nella legalità,ma che non avendo nessuna memoria storica non riesce ancora a vedersi come nazione.

Eppure tante vite si sono immolate per il nostro paese, in nome dei più grandi e nobili valori della democrazia, della giustizia e della libertà.

E' triste vedere come sia il disinteresse e non tanto le convivenze, a dare spazio e potenza a queste criminalità.

Fintanto che a nessuno interesserà risolvere i problemi delle mafie, queste continueranno ad esistere e a proliferare.

Eppure basterebbe così poco: basterebbe l'attenzione costante e giornaliera dei media, basterebbe uno stato che facesse la cosa più semplice che sa fare e cioé lo stato,basterebbe portare ricchezza e lavoro nel mezzogiorno, basterebbe che la magistratura avesse mezzi e leggi efficaci per lavorare,basterebbe che tutte le forze dell'ordine avessero anche loro mezzi e leggi efficaci per lavorare,basterebbe così poco per frantumare quello che non è poi così difficile da frantumare,ma che nessuno vuole,per diversi motivi, fare.

Amo il mio paese, lo amo davvero tanto ma a volte mi domando il perché non sono nata in un altro paese,in un'altra nazione oppure in un altro tempo, dove le parole giustizia e democrazia erano veramente sentiti come dei grandi valori,senza i quali nemmeno la vita era degna di essere vissuta!

Quando provo a confrontarmi con le persone che mi circondano, parlando di queste tematiche, vedo ben poco interesse se non addirittura menefreghismo.Alla maggior parte interessano solo i propri problemi e ben pochi vanno al di là di quello che è il proprio piccolo mondo.

"Quindi tutto quello che non mi tocca non esiste o comunque non mi interessa!"-
"Ognuno per sè e Dio con tutti"- sembrano essere questi i motti di noi italiani. Ognuno pensa per sè e il problema non ci tocca,almeno finché non viene vissuto personalmente sulla propria pelle.

Eppure tutto ci dovrebbe toccare, tutto dovrebbe far smuovere le nostre coscienze,basterebbe mettersi un pò nei panni degli altri e pensare che non siamo soli, che siamo una nazione e che abbiamo una responsabilità morale verso noi stessi ma soprattutto verso gli italiani del futuro, ai quali dobbiamo lasciare un paese unito e forte e non diviso e lottizzato.

E' per tutto questo, per questo futuro,per questo sogno, che dico...Mazzini, sei un grande!!!!!!!!


domenica 20 aprile 2008

Il peso delle parole e dei gesti






E' difficile essere oggettivi nel nostro paese.Purtroppo anni e anni di bombordamenti mediatici hanno offuscato e forse cancellato per sempre i nostri più grandi valori,sostituendoli con altri, che però non sono valori, ma solo necessità di cui crediamo di aver bisogno.

Se mettiamo indietro le lancette del tempo di soli 20 anni,vediamo che la qualità della vita era diversa e che i valori delle persone erano diverse.

Parole come unità del paese, solidarietà, accoglienza, ideali, legalità, giustizia, battaglie sociali, lotta all'evasione e condanna delle mafie, avevano una loro importanza e un loro peso e che,qualora violate,suscitavano indignazione e riuscivano a smuovere un intero paese.

Cosa che ora non accade più se non per una piccola parte del nostro paese.E così non ci si indigna più per parole come: avocazione di un magistrato,dell'allontanamento da un servizio pubblico di giornalisti scomodi, della rivisitazione dei libri di storia chiesta da un politico, della mancanza di rispetto per il "diverso", dell'esame mentale proposto da un politico ai magistrati,delle leggi ad personam e della legge contro personam,dei tanti conflitti d'interesse,della libertà d'informazione ancora disattesa,del caso di rete4 ed Europa7 e di come i mafiosi vengano definiti eroi da alcuni politici.

Parole ma non solo,anche i gesti possono avere un loro peso.


Gesti che da noi possono far sorridere ma che in altri paesi fanno piangere. Gesti che da noi possono non uccidere,ma che in altri paese uccidono.Gesti che da noi portono solo all'allontanamento di un giornalista, ma che in altri paesi i giornalisti e tutti coloro che provono a raccontare la verità,vengono uccisi.


Ecco perché le parole e i gesti hanno sempre un peso, soprattutto se dette da uomini che quelle parole e quei gesti non li dovrebbero mai dire e fare, uomini che prima di parlare dovrebbero rispettare le idee e le opinioni di chi la pensa diversamente da loro,uomini che avendo un peso nella società dovrebbero essere un esempio per tutti,diventanto essi stessi i garanti della democrazia.


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